Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Internet. Mostra tutti i post

Facebook 2033

Nel 2013 Facebook ha superato il miliardo di utenti.

Nel 2015 Mark Zuckerberg ha venduto il 60% del pacchetto azionario al governo americano, per 21 miliardi di dollari. Si dice che sia stato costretto a farlo, dato che Facebook ormai era diventato un asset strategico per gli Stati Uniti. Per lui fu quasi una liberazione, non ce la faceva più a gestire quella sua creatura ormai cresciuta oltre le sue capacità. Regalò il 90% dei suoi soldi alla fondazione di Bill Gates (chi lo avrebbe detto?) e si ritirò a vivere alle Hawaii, nella villa che era stata il set di un vecchio telefilm anni 80, Magnum P.I.

Nel 2016 era stato reso obbligatorio fornire un documento d'identità per registrarsi. Lo stesso hanno dovuto fare tutti gli utenti già registrati. Anche quelli fuori dagli USA. Fine degli account anonimi o di fantasia.

Nel 2017 a ogni cittadino americano è stato assegnato di default un account. Neonati compresi.

Nel 2018 il governo ha reso obbligatorio l'uso dell'account Facebook per tutte le comunicazioni ufficiali. Tasse, certificati, iscrizioni, scuola, questioni legali, sanità, tutto doveva essere fatto tramite Facebook.

Nel frattempo, blog, forum, siti aziendali, tutto stava sparendo, tutto stava confluendo in Facebook. Non aveva più senso essere fuori da Facebook. Ciò che era fuori da Facebook non esisteva. Il Web come lo avevamo conosciuto iniziò quell'anno il suo declino.

Nel 2019 un altro evento storico: per la prima volta le elezioni degli Stati Uniti si svolsero votando su Facebook. Ci fu qualche problemino, ma che volete farci, la democrazia digitale ha il suo prezzo.

Nel 2020 erano cominciate le grandi fusioni. Prima tra i social network. Facebook aveva acquistato Instagram molti anni prima. Quell'anno si fuse con Twitter e Pinterest. Nel frattempo Google aveva gettato la spugna e chiuso Google+, nonostante tutti i tentativi di promuoverlo durati anni. Competere era ormai senza senso.

Nel 2021 c'è stata un'altra fusione gigantesca: Facebook e Amazon si sono unite. In questo modo l'immenso store di Amazon è finito dentro Facebook, e l'immensa base sociale (suggerimenti, commenti, like, condivisioni) è stata applicata agli oggetti in vendita. Ovvio, a ben pensare. Strano non l'avessero fatto prima.

Questo scatenò una corsa alla fusione con moltissimi altri siti; per la fine del 2023, anche Expedia, Booking, Tripadvisor, Netflix e molti altri si erano fusi con Facebook. Persino molte banche e compagnie telefoniche, chiudendo così il cerchio tra comunicazioni, merci e pagamento delle stesse.

Il suo potere era ormai immenso, e controllava da solo l'86% del traffico mondiale. E la quasi totalità delle informazioni prodotte. Non solo, ma il governo, con la solita scusa del terrorismo, aveva reso legale il data mining massivo di ogni tipo di informazione. Nel 2023 sia la CIA che l'NSA avevano collegato direttamente i loro data center con Facebook, creando il più grande database mai concepito. E anche il nome Facebook andava sparendo, la gente non diceva più "vado su Facebook" ma "vado in Rete". Quando una cosa è dappertutto, non ha più senso nominarla.

Nel frattempo però, qualcuno cominciava a non poterne più. Qualcuno cominciava a provare sentimenti di fastidio, per usare un eufemismo,  verso questo grande fratello onnipresente. Qualcuno cominciava a riaprire gli occhi. Piccoli gruppi disorganizzati, che tornavano a popolare l'underground digitale. Reti parallele, darknet, protocolli peer to peer e decentralizzati ebbero una nuova primavera. Alcuni si spinsero perfino a utilizzare Facebook stesso per queste attività. Facebook era ormai il sistema nervoso del mondo.

Quest'era di oscurità digitale durò per un po'. Finché, nel 2029, arrivò lui. Si faceva chiamare Neo, per ovvi motivi. Diede una guida. Fece vedere la luce a quella massa di disperati che finora aveva solo fatto il solletico al mostro. Sotto il suo comando, iniziò la vera e propria lotta. Prima solo digitale, utilizzando ogni arma virtuale disponibile. Virus polimorfi, worm, bombe logiche, attacchi DDoS, ogni mezzo fu tentato. Poi si passò anche al mondo reale. Gli attentati ai data center da isolati, divennero sempre più frequenti. Qualche vittoria fu messa a segno, ma scalfì solo marginalmente l'immenso monolite. Ormai era troppo grande, ramificato ovunque, e totalmente distribuito e replicato. Non c'era nessuna testa da tagliare, nessun cuore da colpire.

Ma la gente non capiva. Non capiva perché qualcuno volesse lottare contro un sistema che non veniva percepito dalla massa come totalitario. I cyber-ribelli furono assimilati a terroristi, e come tali trattati. La repressione, virtuale e reale, fu durissima. Il governo schierò l'esercito a difesa degli immensi data center. Nel 2031 qualunque attività di rete al di fuori del sistema venne dichiarata illegale. Stessa sorte per la crittografia, che venne totalmente proibita ad esclusione di protocolli e chiavi autorizzate dal governo. Quasi tutti i gruppi che avevano cercato di opporsi vennero eliminati.

Neo sparì, e di fatto questo fu l'inizio della fine. Nel 2033, dopo due anni di latitanza passati da ricercato numero uno tra Hong Kong, Singapore e Kuala Lumpur, venne trovato morto in uno slum di Bombay. Le circostanze della morte non furono mai chiarite. Omicidio, o suicidio, non si seppe mai. Questo segnò la sconfitta definitiva. L'oscurità divenne tenebre.


 

Analogie

Lavorare sui proxy è una fregatura, per due motivi. Primo, hai a che fare con Internet, che è un universo sempre in cambiamento, e che non puoi controllare. Secondo, hai a che fare direttamente con l'utonto finale, per cui frasi come "il sito non funziona / è lento / mi sembra che ieri fosse diverso" sono all'ordine del giorno. Un po' come fare il pediatra. Il pediatra è una fregatura, per due motivi. Primo, i bambini sono dei pessimi pazienti (non ti possono spiegare cos'hanno che li fa stare male). Secondo, hai a che fare con i genitori dei bambini all'alba del terzo millennio, il che è probabilmente anche peggio.

Le VPN invece, come dico spesso, o ti vengono al primo colpo, oppure richiedono ore di prove prima di farle funzionare (specialmente se quello dall'altra parte ci capisce poco). Come un certo tipo di sesso. O ti viene subito, o lascia perdere (riprova al prossimo giro).

Amazon vs Feltrinelli

Mi piace ogni tanto fare un giro alla Feltrinelli di piazza Piemonte, e perdermi un po' tra tutti quei libri. Ogni tanto scopro anche qualcosa di interessante, e se non costa troppo (la mia soglia psicologica è 15 euro) scatta anche il cosiddetto acquisto d'impulso.

Da qualche mese però, c'è Amazon.it, e ha degli ottimi prezzi (non solo sui libri). Sono andato a controllare i miei ultimi due acquisti, e ho visto che ordinandoli da loro avrei risparmiato qualcosina. Ma non li avrei trovati, quei due libri, se non vagando tra gli scaffali veri, e non tra quelli virtuali.

Allora la prossima volta potrei fare così: trovo il libro vagando alla Feltrinelli, e poi lo ordino su Amazon risparmiando. Ma è giusto?

Feltrinelli paga le spese per il negozio, paga gli stipendi dei commessi ai quali chiedere informazioni, mi permette di sfogliare il libro e decidere se ne vale la pena, e di scoprirne altri semplicemente perché li vedi lì. Mi offre un servizio insomma.

Amazon invece non mi offre nulla di tutto ciò. Mi offre però il risparmio, un assortimento infinito e la comodità di ricevere l'acquisto comodamente a casa. In più, Amazon.it di fatto in Italia non ha nulla: i server saranno in America, gli uffici europei in Lussemburgo e la merce arriva tutta dai magazzini in Francia, UK e Germania. E per arrivare a me, produce anche dell'inquinamento supplementare. Insomma, quando compro da loro all'economia italiana resta poco o nulla.

Quindi Amazon è bene o è male? E' bene in quanto ha aumentato la concorrenza, i prezzi sono scesi (per es. quasi tutti gli altri siti hanno abbassato la soglia per spese di spedizione gratis a 19 euro) e l'offerta aumentata (si, c'è anche quel libricino ormai introvabile). E' male se un giorno Feltrinelli licenzierà dei dipendenti perché ormai vende meno libri. Peraltro anche loro hanno il sito di e-commerce. Magari il dipendente non sarà licenziato ma verrà spostato nella divisione informatica. Ma forse non ne avrà le competenze, e sì, sarà licenziato e al posto suo sarà assunto un informatico. Oppure, tutta l'infrastruttura sarà data in outsourcing e gli informatici saranno tutti assunti in Cina e India, e qui resterà solo un ufficio con 10 persone che dirigono tutto. A pensarci bene, un po' quello che successe con la rivoluzione industriale. Questa è un'altra rivoluzione.

Vedremo come andrà a finire. Nel frattempo, credo che gli acquisti di impulso continuerò a farli in libreria. Mi sembra più giusto.

Oh mamma mamma mamma

Milano, 15 marzo 2011. Conferenza con Bruce Schneier. Sala affollatissima. Lo leggo da anni, e lo considero un genio. Finalmente lo vedo anche.

Relatore: "Bene, lasciamo ora la parola a Bruce Schneier. Se qualcuno volesse fare delle foto, le può fare liberamente, non c'è nessun divieto. E a fine conferenza, se qualcuno vuole farsi firmare una copia di uno dei suoi libri, può venire qui e Bruce la firmerà volentieri."

Io (girandomi verso i miei soci): "Nooo, cazzo, il libro!"

La mia copia di Practical Cryptography è rimasta a casa. I miei soci ridono.

Qualcosa è cambiato

Qualche tempo fa sono andato a vedere "The social network", il film che racconta la storia di Mark Zuckerberg e della nascita di Facebook. Avevo letto solo recensioni con lodi sperticate, ed ero curioso. E' un bel film, gradevole e ben fatto, anche se a parer mio non è nulla di eccezionale. Nello stesso periodo, ho risentito un cliente con cui non lavoravo da molto tempo, e che io prendevo bonariamente in giro sostenendo che è il sosia di John Gilmore.

Ma chi è John Gilmore, e cosa ha a che fare con il film su Facebook? Nulla, ma mi è venuto naturale accostare le due cose per il motivo che adesso vi spiego.

John Gilmore è uno dei personaggi mitici del mondo IT anni 90 e dei primissimi anni del boom di Internet. Solo per ricordare alcune delle sue attività, è stato uno dei fondatori della Electronic Frontier Foundation, della mailing list Cypherpunks, un grande sostenitore del progetto GNU e dell'uso della cifratura, e colui che ha creato la gerarchia alt.* di Usenet. E' stato uno dei primi 5 dipendenti di Sun Microsystems e il coautore del protocollo BOOTP che sarebbe poi diventato il DHCP che tutti noi oggi usiamo.

Il suo sito Toad.com è uno dei 100 domini più vecchi ancora attivi, e ancora oggi ha quel look dei primordi del web, HTML puro e niente orpelli, che vi farà tornare in mente le prime navigate con Mosaic e un modem da 28.8 pagato 300mila lire. Insomma, un personaggio di un certo spessore, un cazzutissimo tecnofreak nonché attivista per le libertà (digitali e non) come ormai ne restano pochi.

Ora, confrontate la foto di Gilmore con quella di Zuckerberg:


Anche tenendo conto della differenza d'età, che dite, i tempi sono cambiati? Gli hacker di ieri erano di un altro calibro. Oggi abbiamo dei ragazzini brufolosi che si inventano siti che solo pochi anni fa non erano neanche concepibili (ok, lo so, Zuckerberg non ha i brufoli ma lo volevo scrivere lo stesso). Tutto cambia e tutto evolve. Come dice qualcuno, purtroppo anche gli anni 60 e il rock anni 70 non ci sono più. Però ce li ricordiamo ancora. E ci ricordiamo ancora di Gilmore, Stallman e Wozniak. Qualcuno si ricorda per esempio di Shawn Fanning? Se probabilmente non sapete chi sia, è il creatore di Napster. Napster è stato fondamentale nel creare un nuovo paradigma, ma il suo fondatore oggi non lo ricorda quasi nessuno. Fra 10 anni ci ricorderemo di Zuckerberg?

Scatola vuota?

Ormai è un po' che uso Facebook. Un annetto circa. E devo dire che, dopo un iniziale interesse, ultimamente mi piace meno. Certi giorni addirittura mi dimentico di collegarmi. Si, mi piace, mi ha permesso di tornare in contatto con persone che non sentivo e vedevo da tanto. E di sapere che quell'ex collega ha avuto un figlio, magari, o si è trasferito all'estero. Però vorrei condividere con voi una serie di riflessioni.

Per esempio, una cosa che avevo già notato scrivendo il blog, è che Facebook (o meglio, i suoi frequentatori) sembra in qualche modo rifuggere dall'intelligente per celebrare invece il frivolo. I post intelligenti non li commenta quasi nessuno, quelli stupidi, frivoli, vacui, simpatici e ruffiani ricevono molti più commenti. Ma direi che questo è nella natura umana, niente di nuovo.

C'è poi il fenomeno dello slacktivism. Cos'è? Semplice, non si va più a protestare o manifestare da qualche parte, con striscioni e megafono, basta aprire un bel gruppo su Facebook e invitare quanta più gente possibile a iscriversi. La protesta sostituita da un click. Risultato? Proliferano gruppi su qualsiasi cosa, da "Combattiamo la sclerosi multipla" a "Per quelli che la mattina vogliono dormire sempre 5 minuti in più". E non vogliamo mica far mancare il nostro sostegno a entrambi, è così facile, basta un click. E tutto viene appiattito sotto una valanga di click, tutti uguali. Dal gruppo per la causa più importante a quello sulla stronzata più stupida non c'è differenza. Entrambi avranno il loro click. E chissà se chi fa quel click si ferma per un attimo a pensare alla differenza, o è davvero convinto che il suo click cambierà il mondo.

E poi, davvero si ha tutta questa voglia di interagire? Per cento che leggono, forse uno commenta. E devi anche sperare che dica qualcosa di intelligente. Facebook sembra piuttosto una vetrina per mettersi in mostra, per gridare al mondo quanto sei bravo, o felice, o triste, quanto stai bene o stai male. Facebook come un casting infinito.

Ormai Facebook è così pervasivo, che quando muore o scompare qualcuno, al telegiornale fanno vedere la sua bacheca. Con gli immancabili post strappalacrime degli amici. Chissà se qualcuno di questi amici ha fatto anche una telefonata alla madre, alla moglie o al marito.

Alcuni ormai ti scrivono solo su Facebook, anche se hanno il tuo telefono e la tua mail da una vita. Ma magari non vado tutti i giorni a controllare... Ad altri invece scrivi tu su Facebook, che magari non hai né mail né telefono. Ma si collegheranno, leggeranno quello che hai scritto, o fanno già parte del popolo dei "suicidati"? Facebook ormai è una internet dentro Internet.

Tutto questo mi porta a farmi una sola domanda: Facebook è una scatola vuota?

Cosa sto leggendo?

Piccola modifica al blog: dei due riquadri che c'erano qui sulla destra, "Cosa dicono i miei amici" e "Cosa sto leggendo?" ho lasciato solo il secondo. Il primo non serve quasi più, dal momento che la maggior parte dei blog di amici ormai si sono inariditi e molti di fatto non vengono più aggiornati da mesi. Facebook ha fagocitato tutto. Viva Facebook.

Il secondo invece ha subito un'importante modifica. Infatti, prima era solo una sorta di "superfeed" composto da vari feed che avevo selezionato come interessanti. Adesso invece, sfruttando la possibilità si condividere articoli interessanti offerta da Google Reader, quelli che trovate sono articoli che ho letto e scelto personalmente. Ci troverete un po' di tutto, sperando che siano sempre argomenti interessanti.

Facebook+Linkedin

Quante volte abbiamo chiesto a un amico/a se aveva un amica/o da presentarci? Sarà capitato a tutti... E pensando a Facebook, ho avuto un'idea della quale Mark Zuckerberg mi ringrazierà (!).

In sostanza l'idea è questa: perché non utilizzare il meccanismo di Linkedin anche in Facebook? Linkedin, per quei pochi che non lo conoscessero, è un social network improntato alle relazioni professionali e di lavoro. E' nato molto prima di Facebook e per un certo periodo è stato abbastanza di moda; si faceva a gara con i colleghi a chi aveva la rete di relazioni più grande. E' ispirato alla teoria dei 6 gradi di separazione: un'ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Il sito in realtà si ferma a 3, cioè la persona che volete contattare può essere un vostro contatto diretto, oppure un contatto di un amico oppure ci possono essere due contatti fra voi. Così possiamo chiedere al nostro amico di metterci in contatto con questa persona che lui conosce. A volte è sorprendente scoprire relazioni tra le persone che neanche immaginavamo.

Facebook ti dice solo se la persona che hai trovato ha amici in comune con te. Sarebbe carino invece se si potesse creare una rete allargata di due o tre livelli; insomma se questa cosa fosse un po' più strutturata.

Tutto sommato, credo che Facebook abbia ancora una marea di potenzialità non sfruttate. Vedremo l'evoluzione.

Ci sono quelli

Ci sono quelli che leggono e basta.

Ci sono quelli che fanno solo i giochini, o i quiz, e non scrivono mai niente di loro.

Ci sono quelli che scrivono un post al mese, del tipo "finalmente è venerdì". Grazie, lo so anche io...

Ci sono quelli che devi bannarli, perché scrivono venti post al giorno.

Ci sono quelli che scrivono solo post criptici, che possono capire solo in due...

Ci sono quelli che scrivono in un'altra lingua, perché vivono all'estero.

Ci sono quelli che pubblicano solo le foto.

Ci sono quelli che ritrovi dopo tanto tempo, gli chiedi l'amicizia, e te la danno. Poi gli scrivi una mail, "ehi come va? quanto tempo..." e neanche ti rispondono. Troppa fatica.

Ci sono quelli che ti chiedono l'amicizia, ma non sono proprio amici, e non sai che fare... (questa regola vale solo per gli uomini)

Ci sono quelli per cui ormai è diventata una droga. E quelli che hanno abbandonato. O si sono suicidati virtualmente. E poi magari sono tornati.

E infine ci sono i tormentati. I single. Si iscrivono a tutti i gruppi del tipo "Quelli che l'amore..." e scrivono citazioni dello stesso tenore. Lanciano messaggi più o meno velati all'ex. Ci fanno sapere quanto siano felici, o tristi. A pensarci bene, forse faccio parte anche io di questa categoria.

Niente di nuovo sotto il sole. Però è una bella umanità.

Per favore


Per favore, qualcuno spieghi ai signori delle varie procure che a fare un gruppo su Facebook intitolato "Uccidiamo questo o quello" o "Viva la mafia" ci vogliono 10 secondi. Ci vogliono 10 secondi anche per iscriversi e altri 10 secondi per dimenticarsi di averlo fatto.

Che pensassero ai criminali veri... invece di queste stronzate...

Quasi quasi creo un gruppo su Facebook...

Ennesimo post troppo lungo

Riporto alcuni stralci di un articolo pubblicato da ZeusNews:

Il 95% dei blog giace abbandonato

Milioni di blog non vengono più aggiornati dai loro autori: caduta l'illusione
di una facile notorietà, restano in attività quei pochi che hanno qualcosa di
interessante da dire.

Internet è cambiata, sono nati i social network e l'effimera attrattiva dei diari online è andata spegnendosi per una buona parte degli autori.

Ai tempi d'oro, molti avevano aperto un blog convinti di ricevere migliaia di visite e commenti ogni giorno; forse avevano iniziato a scrivere dopo essere stati attirati dalle storie di chi riusciva a guadagnare tanto da poter vivere con questa attività. Altri invece speravano di diventare famosi, di rivelarsi al mondo come scrittori o di mostrare il proprio genio.

Mentre tutti scrivevano, tuttavia, pochissimi leggevano, e sono pochi gli scrittori abbastanza stoici da sopportare di avere solo sé stessi come lettori.

Nel frattempo iniziavano poi la propria storia MySpace, Twitter e Facebook i quali, oltre a rappresentare la nuova moda, hanno rapidamente imposto un modo di comunicare più rapido, immediato, a livello di Sms: nessuno - o quasi - ha più tempo e voglia di leggere lunghi post.

Il mio blog non è morto, almeno per ora. Questa è l'unica certezza. Perché ho cominciato a scriverlo non lo so neanche io precisamente, ma sono onesto e credo che la vanità giochi un ruolo importante.

L'ultima frase mi ha colpito. Faccio post troppo lunghi, lo so. Io stesso leggo un sacco di blog e spesso salto i post troppo lunghi. Non ho il dono della sintesi. Cerco di imitare il maestro Mantellini, ma con scarsissimi risultati.

Questo è l'ennesimo post troppo lungo.

Alpha

E' finalmente operativo Wolfram Alpha, il nuovo motore di ricerca, anzi, computational knowledge engine come si autodefinisce. Dategli un occhio, è molto interessante.

Già che c'ero, ho dato una ripassata al sito della Wolfram, che produce Mathematica, un software ormai mitico per l'elaborazione e il calcolo scientifico. E' un programma potentissimo, che permette davvero di fare una quantità di cose incredibile. La gloriosa rivista McMicrocomputer gli aveva dedicato addirittura una rubrica fissa.

Mi vengono in mente i tempi dell'università, quando il top era la calcolatrice scientifica HP-48 che riusciva anche a fare un po' di calcolo simbolico. Io mi ero preso una HP-28 usata, che mi ha dato una mano non da poco a superare due o tre esami. Adesso, con un notebook, Internet, e software come Mathematica, cosa si potrebbe fare? Sarebbe tutto più facile, oppure la pappa pronta sarebbe deleteria? Anche perché non credo che all'esame ti facciano usare il PC.

Io voto comunque per la prima ipotesi; i mezzi di oggi, se li si usa bene, non possono che ampliare i nostri orizzonti. Anche se la tentazione di copiare e spegnere il cervello per qualcuno può essere irresistibile.

Momento di gloria

Non so come, ma fino alla settimana scorsa se cercavate "modelle photoshow" in Google il primo link era il mio!! Purtroppo non sono riuscito a immortalare l'evento, e adesso purtroppo sono solo il secondo:


Non so spiegarmelo, in quanto Google dovrebbe indicizzare i siti in base al numero di link che li puntano, e non credo che qualcuno linki il mio povero blog sconosciuto. E possibile che non ci siano altri siti di un certo peso che parlano di questo argomento?

Vabbè non facciamoci troppe domande e godiamoci il momento, che in realtà è già finito, come testimoniato dall'Analytics:


Ruffiano (con la moglie di Stoner)

Un po' di tempo fa ho cominciato a usare Google Analytics per vedere un po' quanta gente leggeva il mio blog. Diciamo che è un misuratore di vanità. Ebbene, tra le cose più interessanti c'è l'elenco delle parole chiave usate sui motori di ricerca. In pratica, attraverso quali ricerche le persone finiscono sul tuo blog.

Sapete qual è in assoluto l'argomento che porta più lettori da Google? La moglie di Stoner!! Ebbene si, circa il 25% delle visite provenienti da motori di ricerca dell'ultimo anno le devo a lei. Tutto grazie a un post fatto due anni fa.





Come potete notare dal grafico qui sopra (cliccate per vederlo meglio), appena è iniziato il campionato MotoGP l'interesse per la bella mogliettina è ricominciato. E allora, in un atto di totale ruffianeria, pubblico qualche altra foto ;-)








Non è bellissima nella foto del matrimonio? E con le cuffie?

E negli ultimi mesi?


Come vedete, le ricerche riguardano sempre la gnocca. Infatti ben 5 voci tra le prime 10 riguardano le modelle del Photoshow. Ho pubblicato qualche foto delle edizioni passate in un precedente post. Le foto invece sono qui.

Comunque questa cosa è troppo interessante; magari in futuro pubblicherò altri post con la classifica delle ricerche.

Totale Morale: tutti cercano la gnocca!! (e vediamo quante visite mi arrivano).

Restyle

Piccolo restyle del blog... Aggiunto qualche elemento nella colonna di destra, un altro slideshow di foto e soprattutto (squilli di tromba) la possibilità di iscriversi via mail, per tutti i pigri e tutti quelli che non vogliono usare l'RSS (su gentile richiesta di Alberto e Angiolino). In pratica riceverete tutti i post che scrivo direttamente in posta la mattina, freschi e croccanti :-)

Tutto ciò permesso da Feedburner, sito molto interessante (e guardacaso acquisito da Google).

Tira più un...

Eh insomma, avete capito. L'altro giorno mi arriva un invito da parte di una persona che conosco a iscrivermi a uno di questi nuovi siti social emuli di Facebook. Io non sono neanche su Facebook (teoricamente sì, ma in pratica no, è una lunga storia...) per cui potete immaginare che voglia abbia di iscrivermi anche ad altri.

Comunque per curiosità clicco per vedere l'invito. Compare una pagina in cui il mio amico mi decanta con un linguaggio che non è il suo quanto sia figo il sito in questione. E va bene. Ma quello che mi colpisce è che sotto c'è scritto: "Inoltre, qualcun'altro ti ha cercato" (scritto così, con l'apostrofo sbagliato) e qui ci sono altre tre foto. Una di queste è effettivamente di un'altra persona che conosco (e mi chiedo come abbiano fatto ad associarla a me) mentre le altre due sono di simpatiche fanciulle, molto carine e abbastanza maiale, che io però non conosco assolutamente. Ci provano in tutti i modi...

Il sito in questione è Badoo, e ci ho fatto un giro (senza iscrivermi, ovvio). Mi sembra più che altro popolato da ventenni... Mi sa che Facebook rimane una scelta migliore.

Suggeritemi

Dunque il piano quinquennale va avanti. Ci siamo quasi...

Devo solo scegliere un nome per il sito, del tipo nomescelto.dominio.com. E ovviamente sono indeciso. I nomi a cui ho pensato sono:

1. Fdonni.dominio.com
2. Donnifoto.dominio.com
3. Lefotodeldonni.dominio.com
4. NomeCognome.dominio.com
5. ???

Ditemi quale vi sembra più adatto, oppure suggerite qualcos'altro. Io il mio preferito ce l'ho ma non ve lo dico per non influenzarvi. Postate nei commenti. Grazie.

Upgrade & Revolution & Pollution

Per un po' di tempo ho accarezzato l'idea di farmi un nuovo super PC da mettere a casa. Ovviamente me lo sarei montato da solo comprando i pezzi sciolti, come ho fatto le ultime volte (così so esattamente cosa c'è dentro, anche se qualche rischio di incompatibilità sconosciute c'è sempre). Ci avrei messo il processore dual core più economico che c'è, ma lo avrei pompato con 4Gb di RAM, doppio disco in RAID 1 e soprattutto, e questa era la cosa che mi stimolava di più, un bel doppio monitor. Credo infatti che lavorare e giocare con un doppio monitor sia una cosa fantastica. Puoi fare copia incolla tra documenti diversi senza continuamente switchare finestra, puoi tenere sempre la posta aperta su un monitor, oppure il browser, oppure le finestrelle dell'IM, e tante altre cose. Insomma, è proprio comodo (di più, è una revolution, come il cambio automatico sulla macchina ;-). Diciamo che sono stato influenzato dalla foto che vedete, che ritrae Al Gore al lavoro nel suo studio (notevole, eh?).

Inoltre sono curioso di provare Vista per capire se davvero tutto il male che se ne dice sia vero o no. Anzi, ero quasi tentato di mettere la versione x64, giusto per sfruttare tutti i 4Gb di memoria.

Però però... alla fine io il PC a casa non è che lo usi tantissimo, specialmente se sono stato 10 ore davanti al monitor al lavoro. Più che altro lo uso qualche ora nel fine settimana. E facendo due conti rapidi, avrei speso circa 1000 euro. Troppo per usarlo troppo poco. E in più avrei avuto la palla di sincronizzare i dati tra fisso e portatile, già sperimentata in passato. E allora? E allora upgrade del portatile.

Ho un Dell più che discreto, il cui unico limite è il solo giga di memoria. Un giga va più che bene per fare quasi tutto, ma quando uso Vmware insomma... tentenna un pochino. Per cui ho ordinato un modulo da 2Gb direttamente sul sito Dell e già che c'ero anche un bel monitor da 22 pollici!

Ho deciso di prendere la memoria direttamente da loro (pagandola qualcosa in più) per minimizzare il rischio di problemi sempre possibili quando si mischiano chip di memoria teoricamente identici ma di lotti produttivi diversi, e anche perché c'era la spedizione gratuita. A quel punto ho dato un occhio anche ai monitor, e il 22' era in sconto e paradossalmente costava meno del 20' della stessa linea. Ordinato al volo pure quello. Totale spesa: 48 euro per la RAM e 210 per il monitor (invece di 260).

Ho fatto l'ordine il lunedì. Il mercoledì (due giorni dopo) è arrivata la RAM, spedita dall'Irlanda. Il giovedì il monitor, spedito dalla Spagna. Velocissimi. Sabato mi accordo che il monitor ha un difetto (non compare più il menu OSD per le regolazioni che il primo giorno funzionava). Lunedì chiamo il supporto tecnico. Dicono che me lo cambiano, ci vorrà qualche giorno. Il giorno dopo (martedì) arriva il monitor nuovo, dall'Olanda. Mercoledì ripassa il corriere e si riprende quello guasto, e lo rispedisce in Olanda. Velocissimi, nulla da obiettare.

Solo una cosa mi chiedo: ma con questo ordine, ma quanto ho inquinato?? Per far viaggiare sta roba per mezza Europa...

Alla fine, il risultato è quello che vedete qui sotto (scusate la pessima foto fatta con il cellulare): il monitor è enorme, e con 3Gb Windows XP vola. Sono soddisfatto.

E' arrivato!

Ebbene sì, Google Street View è arrivato anche in Italia. Milano, Roma, Firenze e il lago di Como sono stati percorsi in lungo e in largo dalla GoogleCar e fotografati palmo a palmo.

E' una cosa fantastica... poter passeggiare virtualmente per una città prima di andarci davvero, e trovare i posti che ci interessano. Mandare una mail per un appuntamento con gli amici e poter mettere l'immagine del locale o del ristorante. E tante altre cose che non mi vengono in mente adesso...

Se ci penso, a cosa possiamo fare adesso con Internet che solo 5 anni fa sembrava fantascienza... Internet non smette mai di stupirmi. E credo continuerà a farlo per un bel pezzo.

Per adesso mi sono fatto un giro per Milano, cercando posti che conosco. Purtroppo di alcune zone inspiegabilmente mancano intere vie, e di altre proseguendo passo passo non si può entrare da un certo incrocio. Ma comunque è bellissimo.



Visualizzazione ingrandita della mappa

Facebook

Non posso venire su Facebook. Ormai è troppo di moda. E poi vedo che per tutti è una droga... e io sono impegnato nel piano quinquennale per la pubblicazione delle foto.

P.S. Se mi trovate su Facebook, non sono io! Sono vittima di un furto d'identità!