Ruttismo

Quest'estate sono stato a Gran Canaria. Bella isola, davvero bella. Come tutti i posti in Spagna, anche qui il nudismo è largamente praticato e tollerato.

Ma quali sono le sue motivazioni? Ho fatto qualche ricerca, utilizzando sempre l'ormai insostituibile Wikipedia, e ho scoperto che esiste una distinzione tra naturismo e nudismo.

Secondo la definizione di Wikipedia, "Il naturismo è un movimento che si propone di promuovere un contatto diretto con la natura privo di artificiosità e convenzioni sociali, partendo dal rispetto verso le persone, per arrivare al rispetto degli animali e dell'ambiente attraverso uno stile di vita che vede la nudità come logica conseguenza del proprio modo di essere interiore. Un naturista ha una vita sana, si alimenta con prodotti naturali, pratica attività sportiva all'aria aperta e il suo stare nudo ha una componente sociale, che infatti realizza sia in spazi privati sia in spazi pubblici. I naturisti pensano che la nudità non sia né degradante, né immorale, né indecente, argomentando che essa è uno stato naturale poiché l'essere umano è nato nudo.

Il nudismo invece è inteso più propriamente come la semplice pratica del nudo, anche se spesso viene confuso con il naturismo. Viene praticato prevalentemente in zone balneari, senza particolari convinzioni legate al rispetto della natura o a una vita sana. In questo senso quindi si può dire che essere un naturista implica essere anche un nudista mentre il contrario non è necessariamente vero."


Alcuni passaggi mi hanno fatto riflettere. "Privo di artificiosità e convenzioni sociali". In effetti l'indossare vestiti, oltre ad avere una funzione pratica (per es. ripararasi dal freddo) ha soprattutto una funzione sociale. Andare in giro nudi non è socialmente accettato, altrimenti lo faremmo tutti. Ovviamente i naturisti non la pensano così.

"I naturisti pensano che la nudità non sia né degradante, né immorale, né indecente, argomentando che essa è uno stato naturale poiché l'essere umano è nato nudo". Ineccepibile direi. Però ci sono tante altre cose che sono naturali tanto quanto l'essere nudi. Per esempio rutti e scoreggie. Anche questi fanno parte della natura umana ma non sono socialmente accettati.

Si potrà obiettare che nella succitata definizione si parla anche di "rispetto verso le persone, per arrivare al rispetto degli animali e dell'ambiente". Però la sensibilità relativamente a tale rispetto non può che essere soggettiva, in quanto quello che è accettabile per alcuni può non esserlo per altri.

Nello specifico, se l'effetto della flatulenza è quasi universalmente considerato sgradevole per chi si trova nelle vicinanze, il rutto produce solo un effetto sonoro (a meno di essere proprio a pochissimi centimetri dall'eruttante).

E quindi, vi starete chiedendo, sei contro i naturisti o a favore dei rutti? I naturisti mi sono simpatici, per cui sono sicuramente a favore dei rutti. Anzi, mi faccio promotore di un nuovo movimento che potremmo battezzare come "ruttismo".

Il manifesto potrebbe quindi essere:

"Il ruttismo è un movimento che si propone di promuovere un comportamento privo di artificiosità e convenzioni sociali, partendo dal rispetto verso le persone, per arrivare al rispetto degli animali e dell'ambiente attraverso uno stile di vita che vede il rutto come logica conseguenza del proprio modo di essere interiore. Un ruttista ha una vita sana, si alimenta con prodotti naturali (atti a favorire il rutto), pratica attività sportiva all'aria aperta e il suo ruttare ha una componente sociale, che infatti realizza sia in spazi privati sia in spazi pubblici. I ruttisti pensano che il rutto non sia né degradante, né immorale, né indecente, argomentando che esso è uno stato naturale poiché l'essere umano è nato ruttando".

Concludo con l'immancabile citazione: "Ah non te l'avevo detto? Io, qua, rutto..."

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