Cosa sto leggendo?

Piccola modifica al blog: dei due riquadri che c'erano qui sulla destra, "Cosa dicono i miei amici" e "Cosa sto leggendo?" ho lasciato solo il secondo. Il primo non serve quasi più, dal momento che la maggior parte dei blog di amici ormai si sono inariditi e molti di fatto non vengono più aggiornati da mesi. Facebook ha fagocitato tutto. Viva Facebook.

Il secondo invece ha subito un'importante modifica. Infatti, prima era solo una sorta di "superfeed" composto da vari feed che avevo selezionato come interessanti. Adesso invece, sfruttando la possibilità si condividere articoli interessanti offerta da Google Reader, quelli che trovate sono articoli che ho letto e scelto personalmente. Ci troverete un po' di tutto, sperando che siano sempre argomenti interessanti.

Non ho più vent'anni

Sono anni che, periodicamente, mi trovo ad avere a che fare con le regular expression. E sono anni che puntualmente non le imparo. Perché è uno di quegli argomenti che non puoi imparare in un quarto d'ora leggendo quattro righe su un sito web trovato con Google. Richiedono un minimo di studio formale e di esercizi. È una di quelle cose tipiche da università. E non ho più voglia di mettermi lì a leggere pagine e pagine di manuali. E tanto meno di fare esercizi.

Però ogni tanto l'orgoglio torna a farsi vivo, e dico a me stesso che posso farcela. Che devo farcela. Dura 5 minuti. Fino al secondo esempio che non capisco, con tutte quelle barre e quegli asterischi. Fino alla prossima volta in cui mi servirà (o meglio, mi sarebbe servito) usare una regex.

Non ho più vent'anni.

Forse forse ci stiamo arrivando

Riguardo il blocco del traffico di due domeniche fa, che avveniva a tre anni dall'ultimo episodio simile, mi ha molto sorpreso il mutato cambio di opinione di molta gente e di molti giornali. Fino a qualche anno fa, infatti, tutti a magnificare le doti del magico provvedimento. Adesso invece quasi tutti dicono che non serve a niente (che è la sacrosanta verità scientifica).

Quando supereremo anche la logica del "anche se non serve a niente bisogna fare qualcosa" sarà anche meglio. Ci vorrà ancora qualche anno purtroppo. Nel frattempo il comune di Milano ha annunciato che inizierà in via sperimentale il lavaggio delle strade di notte. A cosa serve? Semplice, di notte le polveri sottili ricadono al suolo, e di giorno con il traffico vengono reimmesse nell'aria. Lavando la strada diminuiscono di molto le polveri che tornano in circolazione. Mi ricordo chiaramente di aver letto circa 10 anni fa che in Germania avevano iniziato a farlo. Alleluja.

Luoghi | Giappone

Dato i post sul viaggio si sono conclusi (almeno quelli delle giornate), pubblico tutte le foto selezionate (ce ne sono molte di più di quelle che ho già pubblicato qui sul blog).

Spero vi piacciano, mi sono impegnato molto (fotograficamente parlando) in questo viaggio, e devo dire di essere molto soddisfatto di alcune (anche se il soggetto si presta particolarmente bene). Non sono tutte al top ma ne ho scelte alcune anche per far vedere i posti dove siamo stati. I commenti come sempre sono bene accetti.

L'album completo è qui: http://donnifoto.zenfolio.com/giappone

Oppure potete cliccare Play sullo slideshow qui sotto (passateci sopra con il mouse per visualizzare i controlli).

Viaggio in Giappone - giorno 14

Ultimo giorno in Giappone. Sveglia presto. Metro fino a Ueno. Qui prendiamo il treno della Keisei Line per Narita (invece del Narita Express che costa il triplo, tanto abbiamo tempo). Per la prima volta le indicazioni sono un po' scarse e rischiamo di sbagliare treno, ma un nepalese (!) che sta riaccompagnando i parenti ci dà la dritta giusta. Il treno in realtà è proprio un locale, che fa tutte le fermate. Osservo la varia umanità. Guardo fuori dal finestrino. Ormai mi sono abituato al paesaggio giapponese completamente urbanizzato. Ma guardo fuori lo stesso.

Aeroporto. Check-in. Immigrazione. Timbro "Departed" sul passaporto. Colazione. Spendiamo gli ultimi soldi. Trovo un mini pupazzetto di Doraemon vestito da Samurai. Lo compro. Anzi due, uno anche per mio fratello. Poi penso che non mi sono comprato neanche una maglietta, non ne ho trovata neanche una decente in tutto il viaggio. Figurarsi se la trovo qui. E invece la trovo. Bianca, con le scritte in giapponese e l'onda di Kanagawa stilizzata. Bellissima. Chissà quando la metterò.

Rincontriamo la coppia torinese conosciuta al santuario di Inari Fushi-Tashima. Ciao come va? Lei parte, lui resta a studiare giapponese altre tre settimane. Beato lui.

Aereo. Yuppi, stavolta il mio monitor funziona. Il monitor si. La presa per le cuffie no. Grazie Alitalia, again. Dopo sei ore minaccio Ale, che mi cede il suo posto. Mi sparo 3 film in fila. Litigo con quelli davanti a me che stanno 11 ore con il sedile reclinato. Mangio l'anguilla giapponese. La tizia di fianco a noi con la faccia da pazza si alza almeno dieci volte per andare in bagno (e ci fa alzare anche a noi). Che palle. Non dormo.

Atterriamo. Altoparlante: "Lo sbarco avverrà dalla porta anteriore. L'autobus vi porterà al terminal". Passeggero: "Nooo, perché l'autobus?". Io: "Perché non siamo più in Giappone". Passeggero mi guarda e annuisce sconsolato.

Aspettiamo i bagagli per un'ora e dieci minuti. Gli addetti dell'aeroporto a cui chiediamo che fine hanno fatto le nostre valigie sono molto gentili, talmente gentili che alcuni vorrebbero mettergli le mani addosso. Decisamente non siamo più in Giappone.

Conclusioni

Un viaggio meraviglioso. Devo innanzitutto ringraziare il mio compagno di viaggio Alessandro, senza il quale questo mio sogno non si sarebbe mai avverato. Ci sarebbero voluti due o tre giorni in più, ma va bene così. E' stato tutto perfetto, tranne una cosa: il caldo soffocante. Mi porto dietro tanti ricordi, che pian piano sbiadiranno. Ma ho fatto tante foto...

Lo shinkansen. Il Gundam. Le insegne luminose che illuminano il cielo anche di notte. I templi di Kyoto e la modernità di Tokyo. Il terremoto. Il sushi al bancone con il nastro che gira. Il laghetto di Ueno. I megastore di elettronica. I grattacieli. La metropolitana. Girare di notte nella città e sentirsi sicuri. La gentilezza dei giapponesi. Le ragazze in kimono. Quanti ricordi... tutto questo (e molto di più) è il Giappone.

Per il momento questo è l'ultimo post; magari quando ne avrò voglia ne farò un'altro con tutte le curiosità che abbiamo trovato in questo splendido Paese.

Dell'ultimo giorno non esistono foto. Così il cerchio si chiude. E si ritorna all'inizio.

Sayonara!

Viaggio in Giappone - giorno 13

Oggi è il nostro penultimo giorno in terra nipponica, anzi, praticamente l'ultimo perché domani avremo tempo solo di arrivare all'aeroporto. Lo dedichiamo interamente al quartiere di Akihabara.

Akihabara, detto anche Electric City, è il quartiere dell'elettronica e dei fumetti. Praticamente, ci sono solo negozi di computer, elettronica, manga e simili. Al che mi ricordo che non ho ancora trovato il souvenir che volevo prendere per me: un peluche di Doraemon! (Dora Doraemon gatto spazialeeee!!!)

Vaghiamo tutto il giorno tra un negozio e l'altro, tra computer, televisori, videogiochi, giocattoli, guardando tutto con occhi da nerd e osservando i nerd locali... I negozi vanno dal megastore su 8 piani al negozietto minuscolo che magari vende solo cavi o pezzi usati. Quasi tutti hanno la merce esposta direttamente sulla strada, e i commessi spesso cercano di attirare la gente urlando con dei megafoni mentre stanno appollaiati sopra dei trespoli! Fa una certa impressione vedere una bancarella con dei notebook da migliaia di euro e un tizio che urla come se fossimo al mercato...









Ci sono anche delle simpatiche signorine vestite da cameriere sexy che ditribuiscono volantini dei locali dove lavorano...





Comunque la ricerca del Doraemon è infruttuosa. Sembra che nessuno ce l'abbia, e mi pare di capire che sia considerato una cosa da bambini o semplicemente troppo vecchia. Entro in due o tre negozi di giocattoli ma niente. In uno di questi un commesso gentilissimo mi omaggia di una cartina del quartiere, e mi indica a penna un paio di posti dove forse ce l'hanno. Ci andiamo ma niente da fare. Uno dei due posti tra l'altro è un paradiso dei giocattoli e delle action figure, distribuito su 4 o 5 piani. Immenso. Non vi dico la quantità di modelli di Gundam... Ale si compra i pupazzetti di Rei Ayanami, l'Eva-01, Lupin, e Capitan Harlock (giusto Ale?). Alla fine di tanto vagare, trovo solo: un salvadanaio a forma di Doraemon, alcuni giochi per bambini ispirati a lui, e un Doraemon in edizione limitata alto mezzo metro e dal costo improponibile (e poi come farei a riportarmelo indietro?).

Visitiamo anche l'ennesimo megastore Yodobashi, e questo è davvero immenso, su 8 piani, ognuno dedicato a una linea di prodotti diversa (tv, hifi, computer, fotografia, giocattoli, elettrodomestici e non mi ricordo più...). Passiamo un sacco di tempo al piano dei giocattoli, e alla fine per non tornare senza Doraemon mi compro un puzzle 3D del medesimo. Il peluche non c'è, e se non l'ho trovato qui, penso proprio che non esista. Il resto del tempo lo passo al piano della fotografia, dove c'è proprio tutto, ma TUTTO! Specialmente gli accessori, sono infiniti... Centinaia di cavalletti, borse, zaini, tutte le marche di macchine fotografiche con i relativi obiettivi, è davvero impressionante. Da questo video (non mio) potete farvi un'idea.



Purtroppo i prezzi sono poco allettanti: gli obiettivi costano circa il 10% in più che in Italia (e lo so bene perché mi ero informato prima di partire). Addirittura le schede di memoria CF costano il doppio. E lo zaino Tamrac che mi ero preso in Italia costa più del doppio! Peccato, perché la voglia di comprare qualcosa è irresistibile...

Torniamo in albergo stanchissimi e decidiamo che la nostra ultima cena deve essere degna; per cui torniamo nel ristorante di Roppongi che tanto ci era piaciuto. Ci sfondiamo di sushi, ma ormai siamo un po' tristi perché sappiamo che il viaggio è finito. Faccio qualche altra foto notturna. Sono le ultime.





Dall'altra parte

Avete mai notato come, in generale, quando una persona passa "dall'altra parte" dimentica in 10 minuti quello che era e quello che faceva prima?

Fino a poco tempo fa era lì con te, nella tua stessa barca, e condivideva con te gioie e dolori. Ma adesso ha svoltato, è passato dall'altra parte, e chi si è visto si è visto, scurdiamoce o passato.

Dal figlio che dice al padre "sei stato ragazzo anche tu" ma il padre irremovibile "il motorino non te lo compro", al collega che cambia ruolo e non gliene frega più niente di darti una mano, all'amico che si trova la ragazza e tanti saluti, non lo vedi più (e magari è anche meglio così).

Il problema, ad essere onesti, è uno solo: io, dall'altra parte, quando ci passo?

Viaggio in Giappone - giorno 12

Finalmente oggi visiteremo il mercato del pesce di Tsukiji, visto più e più volte in televisione, e famoso, oltre che per essere il più grande del mondo, anche per la caratteristica asta dei tonni (pesce per il quale i giapponesi hanno una vera e propria ossessione); l'asta comunque si svolge alle 5 di mattina, e mai abbiamo pensato davvero di alzarci alle 4 per vederla. La zona oltretutto pullula di ristoranti dove pare venga servito il sushi più fresco in assoluto. L'idea sarebbe quella di farsi una bella mangiata per pranzo subito dopo la visita. Sarà purtroppo la più grande delusione di tutto il viaggio: lo troviamo infatti deserto, chiusura straordinaria. Un vero peccato. A questo punto salta anche il pranzo a base di sushi, dato che sono le 11 di mattina e abbiamo appena fatto colazione con il solito cappuccio. Pazienza.

Decidiamo allora di tornare a Ginza e visitare il Sony Building che non eravamo riusciti a vedere qualche giorno prima. Appena arriviamo ci danno subito il biglietto per la proiezione 3D delle 13. Mancano un paio d'ore e vaghiamo per i piani, che sono ben 8, ma solo tre o quattro sono di vera e propria esposizione. Insomma, sono anni che si favoleggia di questo Sony Building sulle riviste di hi-fi, ma devo dire di essere rimasto molto deluso. La proiezione 3D è bella ma dura si e no 5 minuti, e non vale l'attesa. Per il resto, mi aspettavo di trovare TUTTA la produzione del marchio nipponico ma così non è, ci sono solo le novità e poco altro. Insomma, 3 ore buttate. Se proprio ci passate davanti, entrate a fare un giro, ma altrimenti non ne vale la pena.

Nuova tappa, il quartiere di Shinjuku. Si dice che Shinjuku racchiuda in piccolo tutte le caratteristiche di Tokyo, ma non saprei dire se è vero. Quello che so è che la sua stazione della metropolitana è allucinante, essendo una delle più trafficate del mondo (pare oltre 2 milioni di passeggeri al giorno passino di qui). Ha più di 100 uscite.



Il quartiere è nettamente diviso in due: da una parte una selva di grattacieli, dall'altra la zona di Kabukicho, piena di locali anche equivoci.

Iniziamo dalla zona dei grattacieli perché vogliamo salire al 45° piano del grattacielo del Tokyo Metropolitan Government Building, un edificio imponente progettato da Kenzo Tange. Facciamo la nostra bella passeggiata e alla fine saliamo alla terrazza (anzi, le terrazze, perché sono due). La vista è bella, ma meno emozionante di quella della Tokyo Tower.







Stiamo quasi per andare via quando succede l'incredibile. "Ma che, non si salutano gli amici?" mi sento apostrofare da un mio ex-collega. Premessa: sapevo che questa persona sarebbe stata a Tokyo negli stessi giorni in cui c'eravamo noi, ma non ci eravamo messi d'accordo in alcun modo e incontrarsi per caso in una città che supera i 20 milioni di abitanti è pazzesco. Parliamo qualche minuto, foto di rito, e poi le nostre strade si dividono di nuovo (e da allora non l'ho più visto). E con questo ci siamo giocati la vincita al superenalotto e tante altre cose...

Torniamo alla stazione della metro per andare dall'altro lato del quartiere, ma è talmente grande e piena di cose che ci facciamo risucchiare da un megastore di elettronica, BIC Camera, e finiamo lì il pomeriggio.

La sera, facciamo un salto a Shibuya, per vedere il famoso Shibuya Crossing, l'incrocio più trafficato del mondo. In effetti, allo scattare del semaforo verde una marea di gente lo attraversa in tutte le direzioni, compresa la diagonale. La piazza stessa è ovviamente ritrovo di una moltitudine di giovani, e tutti i dintorni sono pieni di locali. I neon, i cartelloni pubblicitari e i megaschermi non si contano, la zona è praticamente illuminata a giorno.







Ci perdiamo anche noi in questo bailamme... e un altro giorno se ne è andato...

Facebook+Linkedin

Quante volte abbiamo chiesto a un amico/a se aveva un amica/o da presentarci? Sarà capitato a tutti... E pensando a Facebook, ho avuto un'idea della quale Mark Zuckerberg mi ringrazierà (!).

In sostanza l'idea è questa: perché non utilizzare il meccanismo di Linkedin anche in Facebook? Linkedin, per quei pochi che non lo conoscessero, è un social network improntato alle relazioni professionali e di lavoro. E' nato molto prima di Facebook e per un certo periodo è stato abbastanza di moda; si faceva a gara con i colleghi a chi aveva la rete di relazioni più grande. E' ispirato alla teoria dei 6 gradi di separazione: un'ipotesi secondo cui qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona attraverso una catena di conoscenze con non più di 5 intermediari. Il sito in realtà si ferma a 3, cioè la persona che volete contattare può essere un vostro contatto diretto, oppure un contatto di un amico oppure ci possono essere due contatti fra voi. Così possiamo chiedere al nostro amico di metterci in contatto con questa persona che lui conosce. A volte è sorprendente scoprire relazioni tra le persone che neanche immaginavamo.

Facebook ti dice solo se la persona che hai trovato ha amici in comune con te. Sarebbe carino invece se si potesse creare una rete allargata di due o tre livelli; insomma se questa cosa fosse un po' più strutturata.

Tutto sommato, credo che Facebook abbia ancora una marea di potenzialità non sfruttate. Vedremo l'evoluzione.

Viaggio in Giappone - giorno 11

Oggi è la giornata delle mete insolite. In tutti i viaggi, a un certo punto si va a visitare la curiosità, quello di cui non parla nessuna guida, tanto per togliersi uno sfizio. Ecco, è oggi. Anche se in effetti il museo di Kure... anche quella era una meta insolita.

Prima tappa: il Tokyo Stock Exchange, la Borsa di Tokyo. Essendo infatti da un paio d'anni appassionato di finanza, e avendo letto che la Borsa è visitabile, decido di perderci qualche ora. E' stato anche il posto più difficile in assoluto da trovare, in quanto le indicazioni che avevo erano totalmente sbagliate. Abbiamo dovuto chiedere due o tre volte prima di arrivarci. Alla fine ce l'abbiamo fatta, e siamo arrivati proprio nel momento in cui partiva la visita guidata di un gruppo, e ci siamo aggregati. Molto interessanti le varie spiegazioni in inglese, anche se in sostanza non c'è molto da vedere, essendo tutto ormai completamente informatizzato. Rimangono solo una serie di tecnici che controllano che tutto funzioni, dentro una specie di acquario. Ma quante volte ho visto quell'immagine in tv, e adesso sono proprio qui! Mi faccio anche la foto davanti ai monitor con le quotazioni, ma ve la risparmio.



Seconda tappa: il Gundam!! La Bandai, per festeggiare i 30 anni, ha costruito un Gundam a grandezza naturale, di 18 metri, e lo ha piazzato in un parco di Odaiba (che è un'isola artificiale nella baia di Tokyo). Una cosa spettacolare! Davvero, siamo senza parole. I ricordi di bambino affiorano... chi ha meno di 30 anni non può capire... Guardate le foto e sbavate! Rimaniamo a lungo, anche per rivedere lo spettacolo: ogni ora, il Gundam accende gli occhi ed emette sbuffi di vapore, mentre una folla si distende ai suoi piedi estasiata...









Facciamo poi una lunga passeggiata per Odaiba. Odaiba è una sorta di quartiere dei divertimenti, con centri commerciali, sale giochi, ristoranti, una lunghissima passeggiata in riva al mare, una spiaggia... insomma il mare di Tokyo (c'è persino uno che prova a fare windsurf, anche se di vento non ce n'è). Sulla guida turistica è appena nominata, e credo che senza il Gundam non ci saremmo mai andati, ma l'abbiamo trovata piacevolissima. Per arrivarci bisogna prendere il treno che passa sul Rainbow Bridge, e anche questa è una cosa simpatica.



Decidiamo di restare anche per cena, in uno dei complessi, il Decks Tokyo Beach. Ceniamo in riva al mare, con vista sulla baia e sul ponte, davvero una vista spettacolare.







Solo un pensiero continua a frullarmi in testa: perché tu non sei qui con me?

Rivoluzione

Incontro da un cliente un "collega" che lavora per una società di cui noi vendiamo i prodotti. Vedo che ha un fiammante MacBook Pro nuovo.
Ma è tuo o aziendale?

No, è aziendale. Adesso possiamo scegliere tra un PC Windows o questo.

Addirittura... scelta coraggiosa, aziendalmente parlando. Ovviamente avrai qualche limitazione, dato che non sei nel dominio...

No, nessun problema, tutti i nostri tool aziendali sono su web...

Siamo alla vigilia di una rivoluzione. E' da un po' che questa cosa è nell'aria, ma vederla attuata da un'azienda con migliaia di dipendenti fa un altro effetto.

Sapete che vi dico?

Luoghi | Dubai

Dato che ultimamente si è parlato molto di Dubai (in negativo, purtroppo) ripubblico l'album del mio viaggio del 2005, con qualche foto in più che prima non mi sembrava degna.

Dubai è un posto molto particolare... o vi piace o vi fa schifo. E' una sorta di Las Vegas del Medio Oriente, in cui tutto è nuovo (fino a 20 anni fa non c'era niente), tutto è grande, tutto è esagerato, e tutto è finto. I progetti sono tutti ciclopici: l'albergo più lussuoso del mondo (il Burj Al Arab), il grattacielo più alto del mondo, le isole a forma di palma, la pista da sci con neve vera (inaugurata da una settimana quando andai), interi quartieri tirati su dal nulla in pochissimo tempo. Oggi sappiamo che tanta ambizione aveva i piedi d'argilla. Ma ero molto curioso di vederla e alla fine ci sono andato. E tutto sommato mi è piaciuta, anche se probabilmente ci sono tanti altri posti che per la maggior parte delle persone vengono prima.

Tra i lati positivi, solo 6 ore di volo, a dicembre ci sono 32 gradi e potete fare il bagno tranquillamente (l'acqua è calda), il mare è bello (anche se non c'è barriera), il livello dei servizi è altissimo (ci sono tutte le catene alberghiere del mondo) e la sicurezza è massima (di fatto non esiste criminalità). E se siete malati di shopping, ci sono dei centri commerciali enormi (adesso anche il più grande del mondo, tanto per cambiare, il Mall of Arabia mi pare). Il pacchetto di viaggio non è economico, ma poi là potete cavarvela con poco.

Insomma, una meta che può valere la pena di prendere in considerazione, solo d'inverno però, d'estate si arriva quasi a 50 gradi ed è invivibile all'aperto.


Oppure potete vedere lo slideshow qui sotto.

Viaggio in Giappone - giorno 10

Sveglia alle 8. Il letto si muove un'altra volta. E che cazzo, ma tutti adesso sti terremoti? In realtà questo è più leggero dell'altro, il lampadario non si muove. Evito di svegliare il mio socio.

Oggi prima tappa il Palazzo Imperiale, residenza dell'Imperatore. In realtà passeggiamo per i giardini, dato che il palazzo è visitabile solo un giorno all'anno (il 2 gennaio). L'unica parte visibile dall'esterno è il ponte Nijubashi (che in effetti offre un colpo d'occhio carino, se non fosse per il solito cielo coperto).



Fa un caldo assurdo... Tokyo è leggermente meno calda di Kyoto, ma oggi siamo su quei livelli...

Dopo la veloce visita al Palazzo Imperiale, assecondo nuovamente il mio socio guerrafondaio e andiamo a visitare il santuario Yasukuni-jinja, dedicato ai morti di tutte le guerre. Motivo? Perché qui c'è il museo Yushukan che conserva un esemplare perfettamente restaurato del solito aereo Zero (...) Ale è in visibilio... In realtà l'aereo è nella hall e non ci sarebbe bisogno di entrare a vedere il museo. Tento un colpo di mano, ma niente, mi tocca il giro completo, che alla fine si rivelerà ben poco interessante (per me ovviamente). Ale scherzo!

Terza tappa di oggi, la Tokyo Tower. Eravamo un po' indecisi se andare o no, dato che tutti la descrivono come una brutta copia della Tour Eiffel, ma alla fine decidiamo di darle una chance. E la decisione si rivelerà azzeccatissima...

Già sulla strada per arrivarci abbiamo una sorpresa: una sorta di processione in cui una cinquantina di persone porta sulle spalle un piccolo altare (tipo da noi le varie processioni con la statua della Madonna), cantando e gridando e invitando i passanti a unirsi a loro. Non capiamo bene cosa sia, ma l'allegria e la simpatia sono contagiose.



Arriviamo alla Tokyo Tower e c'è la solita folla immane; un addetto segna la fine della fila e il cartello dice che l'attesa per salire è di 30 minuti. Saliamo o non saliamo? Siccome in programma c'è anche la visita alla terrazza del Tokyo Metropolitan Government Office, 45° piano, e pure gratis, pensiamo di lasciar perdere. Poi però cambiamo idea e facciamo la nostra bella fila per salire.





Ho letto una volta, non mi ricordo dove, che per apprezzare Tokyo bisogna vederla dall'alto. Adesso so che è vero. La terrazza offre una vista a 360 gradi, e la megalopoli si distende sotto di noi a perdita d'occhio, e non se ne intravede la fine. Il Fuji è invisibile, coperto da un manto di foschia. Il sole sta per tramontare. Mi sembra quasi la scena di Blade Runner (lo so, sono ripetitivo, ma l'ambientazione di quel capolavoro è chiaramente ispirata alle città asiatiche) in cui Deckard va alla Tyrell Corporation, e il sole filtra attraverso l'atmosfera densa.



Il sole scompare all'orizzonte, e la città letteralmente si illumina sotto i nostri occhi... il momento è veramente di quelli da ricordare. Rimaniamo a lungo, quasi non vorremmo più andare via...







A malincuore ce ne andiamo, e percorriamo la strada a ritroso verso la metropolitana. E qui si ripropone la sorpresa di poche ore prima... sentiamo una musica provenire da un piccolo tempio nascosto tra i palazzi. La curiosità ci impone di andare a vedere. Ecco cos'era la processione di oggi, la festa di questo piccolo tempio. Il ritmo viene dato da dei battitori di tamburi che suonano davvero con molta energia e si danno il cambio molto spesso, e tutto intorno la gente balla all'unisono una danza. Le donne sono quasi tutte in kimono (e anche molti uomini). Davvero un fuori programma piacevole.



Rimaniamo un po' a guardare e a scattare qualche foto, ma poi la fame si fa sentire. Per la serata, facciamo una capatina a Roppongi Hills. Si tratta di un complesso architettonico ultramoderno, che comprende uffici, appartamenti, negozi, ristoranti, cinema, parchi, un museo, un hotel. Il tutto dominato dalla Mori Tower. In realtà ci ha un po' deluso (è tutto un po' finto) ma ceniamo in un ristorante di sushi che ci è piaciuto davvero molto, seduti al bancone con i piattini che girano sul nastro. Sarà anche la cena più costosa di tutto il viaggio, circa 50 euro in due, meno che nel mio ristorante solito a Milano. Il mito del Giappone ultracaro è definitivamente sfatato.



Tutti mi chiedono: com'è il sushi in Giappone? Non molto diverso da quello che mangio in Italia. Gli ingredienti sono semplicissimi, per cui non c'è molto da curare, se non che il pesce sia fresco. E qui lo è sicuramente, per loro è quasi un'ossessione. Per il resto, c'è una maggiore varietà di pesci utilizzati, anche se per noi non è facile cogliere tutte le sfumature nei sapori.

Ce ne andiamo molto soddisfatti. La giornata è finita, e mi rendo conto solo ora, rileggendo quello che ho scritto, che è stata davvero intensa. Una delle più belle del viaggio.

Io ne ho viste cose

"Io ne ho viste cose, che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti, andranno perduti... nel tempo, come lacrime... nella pioggia. E' tempo di morire".
Roy Batty - Blade Runner