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Luoghi | Londra

Città enorme.
Metropolitana piccola.
Inglesi pochi.
Musei gratis.
Cambio della guardia (quello vero).
Ristoranti indiani e thailandesi.
I gioielli della Corona.
Barboni per strada.
Lo Shard e la Tate Modern.
Gli autobus rossi e la London Eye.
Abbey Road e la mostra di Salgado.
Camden Town e Regent's Canal.
Chorus Line e M&M's World.
Un amico rivisto dopo tanto tempo.
Una notte da "Fuori orario".

All of this (and much more) is London.


Gallery: http://donnifoto.zenfolio.com/londra



Sicc sicc... Chiatt chiatt...

"La cucina greca assomiglia un po' a quella napoletana." "E' vero, ma cumm'è che loro sono tutti sicc sicc e noi invece siamo tutti chiatt chiatt..."

"Una settimana a cà è come due giorni a Capri..."

"Io sono 33 anni che lavoro per uno studio legale... mai vista una busta paga..."
Signora Luisa da Napoli (incontrata su una spiaggia greca)

SBK Monza 2013

Quando non ci pensavo neanche più, è successo. Sono andato a Monza a vedere una gara. Può sembrare strano, dato che abito a pochi km, ma non avevo mai messo piede nell'Autodromo di Monza in vita mia (anzi una volta sì, ma per un evento aziendale, e non c'era nessuna gara, per cui non conta). Ho visto la Superbike, categoria che tra l'altro ho seguito pochissimo negli ultimi anni.

Tramite un conoscente di mio fratello abbiamo avuto due pass per tutto il fine settimana (tutti e 3 i giorni) con accesso paddock e pit walk sia sabato che domenica (e anche il parcheggio interno). Un bel lusso, non c'è che dire. Mille altre persone li avrebbero meritati più di me, ma che ci volete fare, stavolta la bottarella di culo è arrivata al sottoscritto.

Devo dire che è stato molto divertente, con dei distinguo. Le prove e la gara, come sospettavo, sono quasi noiose. Sei in un punto fisso e vedi i piloti passare davanti a te per pochi secondi, nello stesso modo giro dopo giro. Inoltre se non c'è un maxischermo in vista, praticamente non sai quello che succede. Però sentire i motori rombare, e vedere dal vivo la velocità a cui vanno, a cui frenano, e a cui cambiano è impressionante, e la prima cosa che ti viene in mente è "ma questi non sono normali". Ma del resto lo sapevi anche prima, i piloti sono tutti un po' matti e se non lo fossero non potrebbero fare quel mestiere.

Girare per il paddock invece mi è piaciuto molto. Probabilmente è merito anche dell'ambiente SBK che è molto rilassato, incontri piloti e personaggi più o meno famosi senza troppi problemi e senza troppe menate da parte loro. In MotoGP o Formula 1 non credo sia lo stesso. E poi, che ve lo dico a fare, c'è un sacco di gnocca...

Ovviamente la mia percezione è distorta dal fatto che per me era tutto gratis, avessi dovuto pagare una cifra considerevole probabilmente il mio giudizio sarebbe differente. Ero convinto che in TV la vedi meglio, e l'esperienza ha confermato. Diciamo che per una volta vale la pena. Comunque stando lì la sensazione è che in pochi abbiano pagato, se consideriamo il numero di sponsor e il fatto che ognuno regala pass ai propri ospiti.

Non potevo esimermi dal provare a fare qualche foto. Montato il fido 70-300, ho capito subito perché i fotografi a bordo pista hanno tutti degli obiettivi dal 500mm in sù. Anche alla focale massima, che sulla mia macchina diventa 460mm, ero comunque troppo lontano. E poi c'è il problema di inquadrare, a quella focale e alla velocità a cui si spostano le moto è difficilissimo. Ho iniziato all'Ascari, con il vecchio trucco della messa a fuoco manuale preventiva; in pratica metti a fuoco un punto e aspetti che il soggetto passi di lì. Così ho fatto, partendo con 1/1000s e diaframma tutto aperto. Quando sentivo il rumore arrivare a un certo livello, iniziavo a scattare a raffica. Però mi sono accorto subito di due problemi: 1/1000s non è abbastanza per fermare il movimento di un soggetto ad alta velocità e con una focale lunga, e il diaframma tutto aperto fa sì che la profondità di campo sia ridottissima, talmente ridotta che la moto in piega non era tutta a fuoco. Sono perciò passato a 1/2000s e f/9, dovendo alzare l'ISO a 800-1000 nonostante fossimo in pieno sole. Così i risultati sono migliorati molto.

Alla prima variante, che le moto fanno relativamente piano, ho usato le stesse impostazioni ma con il fuoco continuo, e devo dire che i risultati mi hanno stupito, alcuni scatti sono davvero nitidi. Sempre troppo lontano comunque, per cui in postproduzione ho dovuto ritagliarle tutte.

Questo post è già troppo lungo per cui spazio alle immagini; l'album è qui: http://donnifoto.zenfolio.com/sbkmonza2013

E qui sotto trovate il solito slideshow.


Trova le differenze

Avete presente quel simpatico gioco sulle riviste di enigmistica, quello in cui ci sono due disegni affiancati e dovete trovare un certo numero di piccole differenze tra uno e l'altro? Ecco, provateci con i due biglietti della metro che trovate qui a fianco (lasciate stare l'aspetto grafico).

Per andare da dove abito a Milano o viceversa, prendo il biglietto da 1,95 euro. Di solito li prendo all'edicola, ma stavolta trovandomi in una delle nuovissime stazioni della Metro 5 (che sembra il deserto dei tartari) li ho presi alla macchinetta. Seleziono il biglietto da 1,95, metto le monete, e via. Non lo uso subito, mi servirà per il ritorno (per l'andata essendo già a Milano basta il biglietto urbano da 1,50).

Al ritorno, devo prendere un autobus e poi la metro. Salgo sull'autobus, vado per timbrare il mio biglietto, e l'obliteratrice emette quel suono cupo da quiz televisivo quando il concorrente sbaglia la risposta da un miliardo di euro. Boh... non sto a pensarci più di tanto, devo fare solo due fermate. Entro in metro, e qui il biglietto viene accettato. La macchinetta dell'autobus avrà avuto le sue paturnie, penso.

Arrivo a destinazione, e devo convalidare il biglietto anche all'uscita. Di nuovo il suono cupo e antipatico. Luce rossa. Vado dall'omino nel gabbiotto. Ho sempre paura quando devo chiedere all'omino nel gabbiotto, non sai mai se troverai quello gentile o quello che ti fulmina con lo sguardo mentre telepaticamente ti comunica "che cazzo vuoi non lo vedi che non sto facendo un cazzo come cazzo ti permetti di interrompere il mio non fare un cazzo". Sono fortunato, c'è quello gentile.

"Scusi, non mi fa uscire..." e faccio vedere il biglietto.

"Dove è salito?"

"Ad Affori..."

"Ah ecco perché... ha sbagliato biglietto. Questo è l'interurbano 1+1/2, invece ci vuole il cumulativo U+1/2"

"Eh?" (non ho la forza di reagire, la rivelazione di aver sbagliato biglietto dopo 30 anni che prendo la metro è come un pugno nello stomaco)

"Comunque costano uguali... vada vada" e mi apre il cancelletto.

Ma porc... prendo la metro da una vita e scopro solo adesso questa cosa? Ma poi, qual'è la differenza tra interurbano e cumulativo?

Vediamo cosa dice il sito.

"Biglietti interurbani: Questi documenti di viaggio ti permettono di muoverti sulle linee interurbane tra Milano e le località dell'hinterland e viceversa oppure soltanto tra queste."

Esattamente quello che ho fatto, mi sono spostato tra Milano e l'hinterland. Quindi? Poi più avanti c'è scritto: "Se oltre alla rete interurbana utilizzi anche la rete urbana di Milano, devi acquistare un documento di viaggio cumulativo."

Uhm... quindi come faccio ad andare dall'hinterland a Milano senza usare la rete urbana di Milano? Non capisco.

Più avanti ancora c'è scritto che il biglietto interurbano vale solo su alcuni tratti della metropolitana. Adesso ho capito.

"Biglietti cumulativi: Questi documenti di viaggio ti permettono di spostarti tra Milano e le località dell'hinterland, utilizzando la rete urbana e interurbana ATM."

Certo non mi sembra il massimo della chiarezza, sicuramente il tutto potrebbe essere semplificato. Anche adesso non ho ben capito in quale caso dovrei usare uno o l'altro. Vedrò per il futuro di ricordarmi di prendere il biglietto cumulativo U+1/2... oppure chiederò direttamente all'edicolante il biglietto giusto :-)

Osservazioni

Era da un po' che non andavo in metropolitana per più di qualche giorno consecutivo. Devo dire che non mi dispiace. Innanzitutto guadagno tempo attivo (posso leggere), e chi mi conosce sa che mi è sempre piaciuto osservare la gente. E cosa c'è di meglio di una brulicante metro per cogliere le nuove tendenze?

Ecco le new entry 2013:

C'è più gnocca di quel che ricordassi. O forse sono io che sono diventato di bocca buona.

I leggins sono all'apice. E alcuni non lasciano molto spazio all'immaginazione. Buon per noi.

Borse da donna: sta forse tornando di moda il color ceruleo? Bisognerebbe chiederlo a Miranda...

Borse da donna usate dagli uomini: ne ho visti un paio, vestiti molto eleganti, con delle enormi borse da donna... Li ho anche sentiti parlare, e questo ha chiarito i miei dubbi.

Smartphone e tablet a profusione. Non siamo ai livelli di Hong Kong 2011 ma ci stiamo avvicinando...

E-book reader: diffusi anche questi... più di quello che credessi.

Ragazze con occhialoni da nerd: suvvia ragazze, fateci vedere i vostri begli occhioni, non vi serve un paio di occhiali per darvi un tono...

Suonatori ambulanti: ecco l'unica cosa che non è cambiata...

Luoghi | Venezia


Donnifoto: Venezia
Ah Venezia... una delle città più turisticamente desiderate del mondo è qui a 3 ore di distanza, e io non ci andavo da più di vent'anni. In quei giorni avrei dovuto essere in Marocco, ma una serie di sfortunati eventi ha impedito la partenza.

Ho ripiegato su una gitarella in giornata a Venezia. Praticamente è stato come se ci andassi per la prima volta. Bella. Proprio bella. Anche se più di una persona mi ha detto che le mette tristezza, specialmente d'inverno. A me sembra che Venezia sia un miracolo.

Da fotografare è difficile. Le calli sono strette e durante il giorno il sole filtra violento, creando delle zone dal contrasto esasperato. E il punto di ripresa spesso è obbligato. O lì, o un metro più in là. Non hai tanta scelta. Per questo alla fine sono rimasto soddisfatto di pochi scatti. Anche perché non è semplice, quando fotografi un soggetto fotografato da tutti milioni di volte, trovare delle inquadrature originali. Il risultato è questa decina di scatti, spero non banali.

L'album è qui: http://donnifoto.zenfolio.com/venezia


Devo cambiare una lampadina...

Cosa devi fare oggi? Niente, cambiare una lampadina. Solo che quella lampadina non è quella del salotto... è a più di 500 metri d'altezza! Guardatevi questo video di due tecnici che si arrampicano su un'antenna alta più delle torri gemelle. Salgono, salgono, salgono, e sembra non finire mai, e diventa sempre più stretta, sempre più piccola. All'inizio sono all'interno della struttura, ma poi si devono arrampicare all'esterno. E notate che spesso sono sganciati, senza il cavo di sicurezza, e anche quando lo agganciano... non è sicuro per niente! Da brividi.

Anonimi

Qualche settimana fa ho fatto una gitarella in Liguria, percorrendo un po' di sentieri tra Camogli e Portofino. Il mio amico aveva in tasca un piccolo ricevitore GPS, e ha salvato tutto il percorso. Dopodiché ha caricato tutto online, su Everytrail, e così ci possiamo rivedere il cammino, e sapere quanti km abbiamo fatto, quanto dislivello abbiamo superato, quanto ci abbiamo messo, ecc. E grazie alla magia del web 2.0, posso condividere tutto ciò con voi. In questo caso, un'applicazione simpatica e utile. E pazienza per la privacy.


Cinquant'anni fa, eravamo tutti anonimi. Le nostre attività quotidiane non lasciavano tracce. Oggi, inutile dirlo, non è più così. Siamo tutti (potenzialmente) monitorabili.

Il cellulare che portiamo in tasca rende nota la nostra posizione (anzi, ormai la polizia si basa solo su quello durante le indagini a quanto pare...). Gli estremi delle telefonate sono tutti loggati. Gli SMS sono tutti registrati. La navigazione internet è monitorata dai provider. Il Telepass comunica dove andiamo. Le telecamere sono ovunque, e ci riprendono mille volte al giorno. Al supermercato, le tessere fedeltà registrano cosa compriamo. Il bancomat e le carte di credito fanno lo stesso.

Ma ultimamente stiamo andando oltre, verso scenari nuovi, che aprono questioni nuove. Per esempio, quasi tutti gli smartphone sono dotati di GPS, e possono registrare con precisione assoluta i luoghi che visitate. Dicono a voi dove siete e dove andare, ma di contro lo possono (potenzialmente) dire anche a qualcun'altro. E' fresco il caso dell'iPhone, che registrava "per sbaglio" tutti i posti in cui era stato il telefono. Oppure il caso di TomTom, che raccoglie dati collettivi sulla posizione dei veicoli per calcolare i percorsi tenendo conto anche del traffico. Ebbene, tali dati sono stati venduti al governo olandese, che li ha usati invece per sapere dove gli automobilisti superano più di frequente i limiti di velocità, e piazzare di conseguenza gli autovelox. O i social network, dove è l'utente stesso a fornire tutti i dati volontariamente: rete di amici, parenti, gusti, quello che ti piace, quello che non ti piace, cosa ti sei comprato, cosa guardi... Una miniera d'oro per chi è interessato a quelle informazioni per scopi di marketing. E non solo.

Quasi ogni nostra attività lascia tracce. Queste tracce potrebbero essere usate a nostro favore, ma anche contro di noi. Non a caso tutti i maggiori Paesi si sono posti il problema, e hanno emanato apposite leggi per tutelare la privacy (ovviamente ben lontane dall'essere perfette).

Se state pensando "ma tanto io non ho niente da nascondere", lasciate perdere. Non è quello il punto.

Luoghi | Barcellona

Barcellona è una città meravigliosa. Punto. Una città viva, giorno e notte. Una città che non ha paura di osare, che non ha paura di cambiare, di rinnovarsi. Una città efficiente e moderna. E poi c'è il mare. Io non ho mai vissuto al mare, però l'idea che ci possa essere una posto con tutti i vantaggi di una metropoli, e anche il mare, la trovo irresistibile. L'idea di uscire dall'ufficio e andare in spiaggia, è un sogno.

Ci sono tornato a giugno, per la seconda volta. Ho fatto qualche foto, e spero di essere riuscito a coglierne, almeno in parte, lo spirito.

L'album è qui: http://donnifoto.zenfolio.com/barcellona

Animali da trasferta

Ultimamente faccio qualche trasferta di lavoro in più. Solita trafila: macchina, aeroporto, check-in, controlli di sicurezza, aereo, aeroporto, taxi, ufficio, lavori, saluti, taxi, albergo, cena. In tutti questi passaggi, riconosci subito quelli che sono abituati a viaggiare per lavoro, quelli che io chiamo "animali da trasferta".

Il primo avvistamento avviene in aeroporto. Si muovono decisi, sanno sempre dove andare e cosa fare. Quando sono in gruppo, anche peggio: si muovono baldanzosi come un branco affamato. Ovviamente sono membri di svariati programmi fedeltà così da avere più privilegi possibili (tipo check-in dedicato, imbarco dedicato, ecc.). Sbuffano ai controlli quando un poveraccio che vola una volta l'anno blocca tutti perché il metal detector continua a suonare.

Li riconosci da tante cose. Da come sono vestiti, per esempio: rigorosamente in completo scuro gli uomini, tailleur d'ordinanza per le donne (insieme a tacchi vertiginosi, pazienza se sono scomodi e dovranno portarli tutta la giornata). Dal portatile (o l'iPad per i più trendy), che ovviamente viene acceso per ingannare l'attesa, o per mandare quella mail urgentissima senza la quale il mondo si fermerebbe (tranquilli, ho scoperto che il mondo continua a girare lo stesso). Dallo smartphone che continua a squillare, con il quale vengono discusse ad alta voce strategie di business e impartiti ordini arroganti a segretarie incolpevoli, e che rimane incollato all'orecchio fino all'ultimo, fin quando l'aereo sta per decollare. Dopo, mi spiace, dovranno spegnerlo, e tagliare per un po' questo cordone ombelicale che li collega al mondo, e senza il quale non esistono.

Appena atterrati, sgusciano via di corsa verso la zona taxi. Ma non è un addio, è solo un arrivederci. Infatti la sera, se si è in qualche posto logisticamente un po' sfigato, ci si ritrova tutti allegramente al ristorante dell'hotel. Una fila di tavoli, molti occupati da una sola persona, quasi tutti uomini, a mangiare tristemente da soli, cercando di riempire i vuoti e la solitudine con l'onnipresente cellulare o una rivista. Arrivi e tutti ti guardano, con quello sguardo misto tra compassione e solidarietà, come dire "anche tu qui?". Il cameriere ti viene incontro e ti chiede "da solo?" e tu rispondi con un sì e la faccia da cane bastonato. Un giorno incontrerò una donna bellissima in ascensore e, dimenticando per un attimo la mia timidezza e con un po' di incoscienza, le dirò "Ciao, se sei sola, ti va se ceniamo insieme?". Inutile dire che finora non è mai successo.

Fino all'ultimo giorno, quando rifarai tutta la trafila al contrario e sarai felice di tornare a casa. Sempre che a casa ci sia qualcuno ad aspettarti.

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Questo post è liberamente ispirato dalle mie trasferte e dal film "Tra le nuvole" con George Clooney.

Natale più o meno...

Qualche foto fatta nel periodo natalizio... comincio ad avere un debole per le foto notturne...

CVDM

Conoscete il sito CVDM - Che Vita Di Merda? Beh, da quando l'ho scoperto, non posso fare a meno di leggerlo tutti i giorni. Di cosa parla? Semplice, post brevissimi (massimo due o tre righe) in cui vengono raccontate figure di merda colossali o sfighe cosmiche. Tutti i messaggi devono finire con CVDM.

Bene, oggi vi racconto la mia (anche se ovviamente nel mio stile non saranno due o tre righe).

Andiamo al fiume a prendere il sole. Io, un mio amico e sua moglie. Arriviamo e ci piazziamo. Ci guardiamo intorno. A circa una trentina di metri ci sono quattro ragazze, straniere, tipo brasiliane. Una non si guardava, ma le altre tre non erano male. Micro-bikini (meno ancora di un perizoma), culi da paura e una addirittura in topless. Io e il mio amico ci lanciamo sguardi compiacenti e commentiamo. "Oh ma hai visto il culo di quella?" "Eh si..." La moglie... potete immaginare.

Dopo un po' si rivestono e fanno per andare via. E devono passare davanti a dove siamo noi. Io e il mio amico ci prepariamo allo spettacolo in prima fila. Arrivano... Si avvicinano... Ma... Ma...

ERANO QUATTRO TRANS DO BRASIL !!!

Io e il mio amico con l'occhio a palla allucinato... e sua moglie che rideva e ci prendeva per il culo!!

CVDM

Acquario e kebab

Ieri gitarella all'acquario di Genova, dal momento che forse ero rimasto l'unico italiano a non averlo ancora mai visto.

La giornata è iniziata con un paio di incidenti di percorso: dovevamo andare a prendere una persona nel parcheggio di un centro commerciale, e siamo andati in un altro centro commerciale (per fortuna vicino); e poi a metà percorso... lasciamo perdere, non voglio infierire :-)

L'acquario mi è piaciuto molto, e mi è sembrato più variegato di quello di Barcellona (che però ha una fantastica vasca gigante con tunnel trasparente che la attraversa). In questi casi però mi rimane sempre la perplessità sull'opportunità di prendere esseri viventi più o meno intelligenti e metterli in una gabbia. Che diritto ne abbiamo?

Guardate per esempio (il video è del mio amico Angelo) questo delfino che spettacolo ci ha regalato (e occhio ai dettagli!):



Una volta usciti, ci siamo fiondati alla ricerca di un panettiere o una focacceria per gustare la mitica focaccia genovese (anche se io adoro in modo assoluto quella di Recco, con il formaggio). Vi sembrerà assurdo, ma fuori dall'acquario (forse la zona più turistica di Genova) è più facile mangiare il kebab che la focaccia. Non è stato facile, ma alla fine, dopo cinque kebabbari, ce l'abbiamo fatta...

Teatro doppio

Settimana scorsa doppia uscita a teatro...

Venerdì sono stato allo Smeraldo a vedere Waterwall, uno spettacolo in cui una quindicina di ballerini ballano interagendo con una cascata d'acqua. Molto bello e molto originale, anche se un po' breve (solo un'ora, ma pensando ai ballerini che stanno un'ora sotto l'acqua, si è più indulgenti). Vi potete fare un'idea guardando il video sottostante.



E' stata una serata molto particolare, per vari motivi. Doveva essere una sorpresa... ma mi faccio sgamare subito :-)

Sabato invece è stata la volta di una compagnia amatoriale che ha fatto uno spettacolo di beneficenza per l'Anlaids. La storia era un mix tra "Tutti insieme appassionatamente" e Peter Pan. Molto bravi e soprattutto molto divertente (oltre le aspettative direi).

Adesso per un po' basta teatro... prossimo spettacolo il nuovo film di Star Trek!

Progettista genio

Al parcheggio ATM di Cascina Gobba si può pagare solo alle casse automatiche.

"Premere un tasto"

Premo tasto

"Pagamento sosta"

OK

"Inserire scheda"

Inserisco scheda

"Inserire importo"

Inserisco importo

"Premere un tasto per proseguire o attendere per avere la ricevuta"

(dopo 10 secondi di attesa)

"Stampa ricevuta"

A me serve la ricevuta, per cui ogni volta blocco la fila. Vorrei sapere chi è il genio che ha progettato questa cosa. Non era meglio "Si desidera la ricevuta?" con due tasti SI - NO ??? Troppo logico? Troppo complicato?

Il sistema scelto è talmente logico che su ogni cassa hanno attaccato un foglio con lo scotch che spiega cosa fare: "Se volete la ricevuta NON FATE NIENTE". Evidentemente la gente non capiva.

Avessi progettato io una roba del genere per un mio cliente sarei stato preso a calci e il cliente avrebbe bloccato il pagamento del lavoro. Ma siccome in questo caso trattasi di entità parastatale e di servizio pubblico, non frega niente a nessuno.

E io pago...

Football e teatro

Ultimamente ho fatto un paio di cose, una nuova e una che non facevo da anni (almeno una quindicina).

Sono stato a teatro, a vedere Cirano de Bergerac. Il teatro non è che sia uno dei miei svaghi preferiti, ma è stato piacevole. Mi ha fatto ricordare i tempi della scuola superiore. La mia scuola aveva acquistato una certo numero di abbonamenti al teatro Carcano, con lo scopo di rivenderli agli studenti a un prezzo simbolico. Nonostante il prezzo simbolico, non ci andava nessuno lo stesso :-) Allora, visto che il gestore del tutto era il nostro prof di italiano, alla fine ci regalava i biglietti invenduti. Per cui quell'anno sono andato quattro o cinque volte; anzi, una volta siamo anche riusciti a smerciare i biglietti in più guadagnandoci pure! Ricordo di aver visto "Lo zoo di vetro" (bello) e "Zio Vanja" (pesante...) e altri spettacoli di cui non ricordo il titolo.

Il teatro non mi fa impazzire, ma comunque vedere delle persone che recitano a memoria per due ore non può che suscitare il mio rispetto incondizionato.

Domenica scorsa invece sono andato a vedere una partita di football americano, per la prima volta in vita mia, sfruttando la consulenza dell'amico Carletto che mi ha spiegato le regole. Il football mi ha sempre affascinato, dai tempi in cui Italia1 mandava le partire dell'NFL con il commento di Guido Bagatta. Non ci capivo niente ma le guardavo lo stesso.

Non è male come sport, anche se un po' particolare: le regole (e le eccezioni) sono tantissime, il gioco è molto veloce (le azioni) e molto lento (le infinite pause) e soprattutto, dal vivo non c'è il replay! Le azioni durano pochi secondi e se non stai più che concentrato non capisci cosa sta succedendo. Mi ha ricordato le prime partire di hockey su ghiaccio, in cui fai fatica persino a capire dove sia il disco... E poi, con il tempo effettivo, la partita dura tipo tre ore... un culo piatto che non vi dico :-)

Non è detto che non si replichi comunque...

Cellulari ovunque... Pro o contro?

Ormai la copertura della rete cellulare è totale globale. I posti dove il cell non prende sono rarissimi... Resistono giusto un paio di isole felici: l'aereo e la metropolitana.

Il divieto in aereo prima o poi cadrà (dato che l'aereo non cade :-) ma la copertura in metropolitana è già arrivata. Non è completa, ma la linea 2 è già tutta coperta.

E devo dire che la cosa mi infastidisce abbastanza. Non sentire gli altri parlare. Mi scoccia quando suona il mio di telefono. Prima entravo in metro bello tranquillo, e sapevo che per una buona mezz'ora nessuno mi avrebbe rotto le palle e mi sarei letto la mia rivista o il mio libro in pace. Invece adesso, mentre con una mano ti reggi all'apposito sostegno, con l'altra tieni il libro e intanto stringi la borsa in mezzo alle gambe (il tutto cercando di non farti rubare niente) suona il tuo cazzo di cellulare, e tu devi mantenerti in equilibrio tipo circo dato che con una mano continui a reggere il libro e con l'altra cerchi di tirarlo fuori dalla tasca (il cello). Poi schiacciato in mezzo a 200 persone che ti guardano e con il casino che c'è cerchi di rispondere a un collega o a un cliente che ti chiede le cose più assurde.

Io in genere sono sempre favorevole alla tecnologia (dipende sempre dall'utilizzo che se ne fa), ma in questo caso, pur riconoscendone l'utilità (per es. il classico avvisare che si è in ritardo) mi scoccia proprio...

ATM? No grazie...

Nelle scorse settimane sono dovuto andare spesso in Corso Sempione. Lì la metropolitana non arriva per cui bisogna prendere un altro mezzo. Dopo attenti studi, ho deciso di scendere a Cadorna e prendere il tram numero 1, che ferma proprio davanti al posto dove devo andare.

Tutto a posto quindi? Neanche per idea... perché il tram in questione passa quando vuole lui. Dovrebbe passare ogni 6 o 8 minuti a seconda dell'ora, ma a volte ho aspettato anche 20-25 minuti. Un disastro. E sembra proprio la linea 1 a essere sfigata, perché di lì passano anche il 19, l'11 e il 27, e mi sembra che tutti passino molto più spesso. A volte dopo un po' che aspetto, prendo il 19, che mi lascia un pelo più lontano da Cadorna ma almeno evito di congelare...

Un disastro. Diciamo che su 10 corse andata e ritorno, quelle in cui sono fortunato e aspetto un tempo umano sono 4 o 5, per le altre attese infinite.

E continuano a menarla di usare i mezzi pubblici, ma se funzionano così... E sono sempre più le persone che sento, anche milanesi doc che i mezzi li hanno sempre presi, che non ne possono più e prendono la macchina per fare un tragitto tutto in città. Siamo a posto...

E pensare che salire su quei tram anni 30 (la linea 1 li ha tutti così) mi mette anche allegria... L'ATM, piuttosto che mandare in giro il tram tutto luccicante per le feste, ne metta qualcuno in più in servizio (sperando che non deragli...).

Zona Cesarini

Attenzione: questo post è dedicato a L. che ha finalmente raggiunto lo score 500 di 500 e il rank di Big Hero. Diciamo che è un tributo al suo stile inimitabile (L. perdonami, ma non ho resistito. Questa mi sembra un'avventura degna del tuo stile).

[Mode L. ON]

Dunque domenica scorsa siamo stati al ristorante per festeggiare il compleanno del mio babbo [E non gli abbiamo neanche fatto un regalo, che figli degeneri]. Mi sono portato la fida macchina fotografica per andare a fotografare il campo pieno di balle di fieno [Ehi F. pure la rima, eh?] che vedo quando vado in ufficio. Dopo pranzo quindi io e S. ci dirigiamo verso il campo di balle di fieno.

Prendi macchina.

OK.

Arriva al campo con balle di fieno.

OK.

Fotografa balle di fieno.

OK.

Fotografa S. vicino alle balle di fieno.

OK.

[Ehi, F. ma hai fatto proprio delle foto della Madonna!]


La sera, dopo un po' di giri, a casa di S.:

S. dice: "Vediamo le foto?"Dici: "Va bene, vediamole... "

Prendi macchina fotografica.

OK.

Estrai scheda di memoria da macchina fotografica.

OK.

Inserisci scheda di memoria nel lettore di schede del PC di S.

OK.

PC di S. non legge scheda.

Dici: "Riavvia sto baraccone che mi ha già stufato".

S. riavvia il baraccone.

Il baraccone non riparte [Ehi F. non è un buon segno che dici?]

Spegni brutalmente PC. OK.

Estrai scheda di memoria da PC. OK.

Riavvia PC. OK.

PC questa volta si riavvia.

Reinserisci scheda di memoria nel PC. OK.

PC dice: "Il disco nell'unità F: non è formattato. Formattare?" [Pensieri spiacevoli si affollano nella mente di F.]

Estrai scheda di memoria da PC.

OK.

Inserisci scheda di memoria nella macchina fotografica.

OK.

Accendi macchina fotografica.

OK.

Premi tasto per visualizzare foto.

OK.

Macchina fotografica dice: "Nessuna immagine".

[F. emette urlo straziante carico di dolore e varie imprecazioni non ripetibili]

[Mode L. OFF]

E' la prima volta che mi succede di perdere dei dati in questo modo. Faccio sempre il backup di tutto ma stavolta la perdita dei dati è avvenuta al momento di scaricarli dalla scheda per cui... Quando succedono queste cose ti senti proprio tradito dalla tecnologia, quella stessa tecnologia che ami tanto e ti dà pure da vivere. Io odio perdere le cose, reali o digitali...

In ogni caso, calma e sangue freddo. Ho estratto subito la scheda per evitare qualsiasi sovrascrittura ai preziosi bit. Il problema è che in questi casi non sai quanto sia esteso il danno. Se il SO mi dice se voglio formattare, e la macchina fotografica mi dice che ci sono zero kb disponibili, significa che la partition table è andata. Solo che non sai se si sono fottuti un paio di byte di quelli giusti oppure la scheda ha subito danni a livello fisico.

Ho deciso di non avere fretta. Per una settimana mi sono informato, rileggendo vecchi numeri di PCPro a caccia di programmi atti allo scopo e chiedendo ad amici e colleghi. Ho scaricato 4 o 5 programmi di quelli che ti promettono pure di recuperare l'impossibile. Solo uno di questi open source. Li ho provati tutti in una VM prima di usarli davvero. Alla fine decido di provare quello open source, scarno, interfaccia solo a carattere, ma sembra buono.

Lo provo prima su un'altra scheda. Mah, non sembra male.

Lo provo sulla scheda morta. Non riesce a recuperare la partition table. Non vede nulla. Provo il recupero a basso livello che accede direttamente al disco fisico (non al file system). Il contatore dei file recuperati inizia a crescere, ma non sono tranquillo. Non è detto che siano leggibili. Finisce il recupero. Apro la cartella. LE FOTO CI SONO! Non tutte, le prime sono andate perdute. Ma sono felice :-)

Per la cronaca, il programma in questione si chiama Photorec. E' open source, ma l'autore accetta donazioni. Per la prima volta in vita mia, potrei fare una donazione di questo tipo.

Sempre per la cronaca, ho provato anche i 4 programmi commerciali, con prezzi che vanno dai 40 agli 80 dollari (glieli avrei dati subito). Sono onesti, perché tutti ti permettono di provarli gratis e vedere cosa recupererebbero. Poi per recuperare davvero devi pagare, ma almeno eviti di pagare prima e scoprire che non recuperano una beata fava. Bene, due di questi hanno recuperato esattamente lo stesso numero di foto del programma free. Due (i più cari tra l'altro) non hanno recuperato niente di niente.

Mi sa che la donazione il tipo se la merita proprio.

P.S. La formattazione stile L. mi è venuta così così...

P.S. 2 Dedicherò uno dei prossimi post a S., mia compagna in questa avventura... e altro ;-)