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Mach Loop

Avete mai sentito parlare del Mach Loop? Si tratta di una serie di vallate in Galles, che vengono utilizzate come "parco giochi" della RAF (e dei loro amici) per l'addestramento dei piloti militari al volo a bassa quota. E per bassa si intende a un centinaio di metri di altezza.

Ci sono dei punti in cui gli aerei passano molto vicino al terreno, addirittura più bassi del punto di osservazione, e qui si riuniscono gli appassionati per godere dello spettacolo. Ci sono anche un paio di siti (linkati dalla pagina di Wikipedia) con il dettaglio di tutti i migliori spot e di come arrivarci. Tra gli aerei che è possibile vedere, vi sono Tornado, Eurofighter, F15, Harrier, Hercules e altri.



Bando alle chiacchiere e spazio ai video. I primi due che vi propongo riassumono bene la situazione (il secondo video ha l'audio originale, per cui su il volume!):




Qui potete vedere un Tornado e un F15:


Qui invece è possibile vedere "l'effetto condensa" (non so se il termine è corretto) dovuto probabilmente all'umidità dell'aria:


Ho trovato anche un video (purtroppo non disponibile su Youtube) dove vi sono più aerei contemporaneamente che effettuano delle virate abbastanza strette, e alla fine si vedono anche tutti i fotografi intenti a immortalarli.

Impressionante vero? Bene, è giunto il momento di farsi un giro in cabina. Notate come alcuni passaggi siano davvero al pelo delle montagne, ma allo stesso tempo le vallate mi appaiono meno imponenti viste da dentro.


Mi piacerebbe proprio farmi un giro e sentire dal vivo il rumore che fanno...

Crosswind

Torno a fare un post sui miei amati aerei per parlare di crosswind. Cosa si intende per crosswind è presto detto: vento trasversale rispetto alla pista. E atterrare in queste condizioni, se il vento è forte, non è per niente facile. L'aereo arriva fin quasi a terra di traverso, per poi correggere all'ultimo secondo, letteralmente con un colpo di coda. Come sempre, i video rendono meglio l'idea.

Qui siamo all'aeroporto di Dusseldorf. Il video è ripreso con una EOS 5DMkII e un 100-400 con due moltiplicatori di focale che portano la focale effettiva a 1200mm (l'effetto schiacciamento è notevole).


Questo Concorde decide che è meglio riprovarci...


Il prossimo video è impressionante. Aeroporto di Amburgo durante il ciclone Emma. L'aereo viene letteralmente spazzato via mentre sta per toccare terra...


Penserete che più l'aereo è grosso meno sente l'effetto del vento laterale. Non è proprio così... guardate l'A380 (il più grande aereo al mondo per trasporto passeggeri, sul quale ho avuto la fortuna di volare) che effettua una serie di decolli e atterraggi di test all'aeroporto Keflavik di Reykiavik (famoso per i suoi venti estremi). Il video è stato ripreso quando l'aereo era ancora in fase di sviluppo. Notate anche che nel secondo video, uno dei piloti è Fernando Alonso :-)




La prossima volta che atterro da qualche parte speriamo non ci sia troppo vento... ma tanto me ne accorgerò solo a terra.

Lukla

Sir Edmund Hillary e lo Sherpa Tenzing Norgay sono stati i primi uomini giunti in cima all'Everest. In loro onore è stato ribattezzato l'aeroporto di Lukla, in Nepal, utilizzato dagli scalatori che si avventurano sulla montagna più alta del mondo.

E' considerato l'aeroporto più pericoloso del mondo, e il perché è presto detto: è situato a 2800 metri di altezza, quindi l'aria è già abbastanza rarefatta, e il fatto che si trovi in pieno Himalaya fa sì che le condizioni meteorologiche siano estremamente variabili. Inoltre, la pista è lunga solo 460 metri e ha una pendenza (!) del 12%. In pratica ci possono atterarre e decollare solo piccoli aerei ed elicotteri. Inoltre, da un lato della pista c'è uno strapiombo, e dall'altro la montagna (per cui in caso di errore in atterraggio non è possibile "riattaccare" e riprendere quota).

Ecco un bel video che mostra sia decolli che atterraggi, e tra l'altro in un giorno con un bel traffico (e fa anche un po' ridere):


Vogliamo provare l'emozione dalla cabina?


Ogni tanto le condizioni sono proibitive e le cose (purtroppo) non vanno sempre bene:


Per fortuna non mi piace la montagna...

Toncontín

L'aeroporto Toncontín si trova a Tegucigalpa, Honduras. Pensavo che l'atterraggio al Kai Tak fosse difficile, ma guardate questo: l'aereo fa una lunga virata, poi sfiora la collina a poche decine di metri da terra e scende lungo il fianco verso la pista. Come hanno pensato di fare l'aeroporto lì lo sanno solo loro.


Vogliamo farci mancare la strada subito dietro la pista?


La pista stessa è anche molto corta, ed è stata allungata nel 2007 e nel 2009. Potete rendervene conto in questo video (purtroppo l'incorporamento è stato disabilitato e dovete guardarvelo sul sito) dove il pilota arriva un po' lungo e... guardate voi. Sempre nel 2007 la collina antistante è stata sbancata per facilitare un po' l'atterraggio.

Infine, cosa ci fa questo semaforo piazzato a metà di questa strada, senza che ci sia un incrocio o un accesso laterale? Nel video la risposta (la strada comunque è quella di prima, e notate il tizio in motorino che passa lo stesso!).


In questo caso, direi che non è il caso di farsi un giro qui... anche perché la trasmissione Most Extreme Airports di History Channel lo classifica come il secondo aeroporto più pericoloso del mondo. E il primo di questa speciale classifica? Lo scoprirete nel prossimo post aeronautico.

Gibilterra


Altro post sugli aeroporti strani (e non sono ancora finiti, ne mancano un paio): l'aeroporto di Gibilterra.

Gibilterra è una piccola enclave britannica situata sull'omonimo stretto. Come tutti i posti dove lo spazio è poco (la superficie totale è di meno di 7 kmq) per costruire un aeroporto si sono dovuti ingegnare. Qual'è la particolarità qui? Semplice, la strada principale taglia in due la pista, e viene chiusa con delle sbarre (tipo passaggio a livello) quando gli aerei decollano o atterrano!

Al solito un paio di video rendono meglio l'idea:



Toccherà andare a farsi un giro pure qui...

Concorde

Ultimamente ho il trip degli aeroporti "strani" (e i post sull'argomento non sono ancora finiti), ma questa volta vi parlo invece di un miracolo della tecnica: il Concorde.

Il Concorde è stato uno dei due aerei di linea per trasporto passeggeri supersonici (l'altro era il suo clone russo Tupolev Tu-144). Se pensate che il progetto risale alla fine degli anni 60 la sua realizzazione ha del miracoloso. Velocità di crociera superiore a Mach 2, ali a delta, muso inclinabile, motori carenati erano solo alcune delle sue caratteristiche uniche.

Le ali a delta favorivano il volo a velocità supersoniche, ma imponevano un angolo molto elevato durante l'atterraggio (a causa del modo in cui ali di tale forma sviluppano la portanza). Da qui la scelta del muso abbassabile, che serviva a far sì che i piloti vedessero meglio la pista. I 4 motori erano carenati sotto le ali e non semplicemente "appesi"; inoltre, erano dotati di postbruciatori come i jet militari.

Impiegato solo dall'Air France e dalla British Airways, era in grado di coprire la rotta Parigi/Londra - New York in circa 3 ore e mezza. Volava mediamente a quote molto alte, fino a 17000 metri, dove l'aria è molto rarefatta ed è già possibile vedere la curvatura della Terra. Inoltre, nei viaggi verso ovest la sua velocità superava quella della rotazione terrestre, per cui l'ora locale di destinazione era antecedente all'ora locale di partenza. Era cioè possibile partire di sera e arrivare di pomeriggio. La British Airways aveva sfruttato questa particolarità per fare pubblicità al Concorde con lo slogan "Arrivare prima di partire". Alcuni paesi comunque vietarono al Concorde di sorvolare il loro territorio, o di farlo a velocità supersonica, per via dei boom sonici prodotti durante il volo.


Il biglietto era ovviamente molto caro; l'esperienza a bordo comunque non era delle più confortevoli, dato che la cabina era molto stretta e bassa (un metro e ottanta soltanto). Inoltre non vi era nessun tipo di intrattenimento (film e videogiochi), il tutto compensato dal viaggio decisamente più breve.

Entrò in servizio nel 1976, e ci rimase fino al 2003. Purtroppo quasi tutti lo ricordano per via dell'incidente del luglio 2000, che fu l'unico vero incidente di tutta la vita operativa del Concorde. Riporto la descrizione dell'incidente direttamente da Wikipedia:

"In base alle indagini ufficiali condotte dall'accident investigation bureau (BEA) francese, l'incidente fu provocato da una striscia metallica in titanio, appartenente ad un inversore di spinta. Questo pezzo di metallo cadde da un DC-10 della Continental Airlines che era decollato circa quattro minuti prima, e forò una gomma nella parte sinistra del carrello principale. La gomma esplose e un suo frammento colpì il serbatoio del carburante, rompendo un cavo elettrico. L'impatto provocò un'onda d'urto che fece saltare il tappo del serbatoio dell'ala sinistra. Di conseguenza si verificò una perdita di carburante, che si incendiò quando entrò in contatto con i cavi elettrici tagliati. I piloti spensero il propulsore numero 2 a seguito di un allarme incendio ma non riuscirono a ritrarre il carrello d'atterraggio, compromettendo il decollo; decollo resosi ormai inevitabile, dato che l'incedio fu notato, dalla torre di controllo, quando mancavano circa 2000 metri alla fine della pista, mentre per fermare il Concorde, sono indispensabili non meno di 3000 metri. Con il propulsore numero 1 sovraccarico e in grado di fornire poca potenza, l'aereo non riuscì a salire di quota e raggiungere una velocità sufficiente. Il Concorde iniziò una violenta discesa, virando a sinistra. Infine si schiantò contro l'edificio dell'Hotel Hotelissimo".

Morirono tutti i 100 passeggeri, 9 membri dell'equipaggio e 4 persone a terra. Sempre su Wikipedia c'è una pagina specifica, e quello che mi ha veramente impressionato è stato leggere le trascrizioni delle comunicazioni tra i piloti e la torre di controllo. Mettono i brividi, se pensate che sono gli ultimi istanti di vita (dal decollo allo schianto passano solo un minuto e 10 secondi) di 113 persone.

C'è un video dell'incidente, diventato ormai tristemente famoso, che mostra il Concorde decollare in fiamme:


Quello che molti non sanno è che, dopo la sospensione dei voli a causa dell'incidente, vennero apportate delle modifiche in modo da aumentare la sicurezza dell'aereo, e il Concorde tornò in servizio nel 2001 (tra l'altro il primo volo fu proprio l'11 settembre, coincidenza sfortunata). Nel 2003 tuttavia, a seguito del calo dei voli a causa proprio dell'incidente e della paura di volare conseguente all'11 settembre, sia l'Air France che la BA decisero di porre fine all'utilizzo del Concorde.

Andava così in pensione uno degli aerei più belli e più tecnologici mai costruiti. Oggi un nuovo Concorde non è neanche lontanamente all'orizzonte. Ed è proprio di pochi giorni fa uno degli ultimi voli dello Shuttle, anche in questo caso senza che ci sia una nuova navetta pronta a sostituirlo. C'è bisogno di un nuovo rinascimento tecnologico?

Per concludere vi segnalo un sito creato da un appassionato, davvero fatto benissimo e dove potrete trovare tantissime informazioni dettagliate: http://www.concordesst.com/.

Saint Maarten

Continuiamo la serie di post "aerei" parlando di un altro luogo molto famoso tra i plane spotters: Saint Maarten.

Saint Maarten è una piccola isola delle Antille olandesi, situata più o meno tra le Isole Vergini e Antigua. E' molto frequentata dai turisti e dotata di un piccolo aeroporto, dove però (proprio a causa dell'elevato numero di visitatori) atterrano aerei abbastanza "grossi".

La pista è a pochi metri dal mare, e questa non è una situazione inusuale: anche a Lanzarote e Skiathos è così, ma in questo caso la particolarità sta nel fatto che la spiaggia di Maho Beach è frequentata normalmente dai bagnanti, e tra la spiaggia e la pista passa anche una strada che rimane aperta anche durante decolli e atterraggi. L'atterraggio non è difficile come quello di Hong Kong (l'avvicinamento è diretto e lineare dal mare) ma la pista è molto corta (2180m) e questo costringe i piloti a toccare terra il più vicino possibile all'inizio della pista stessa. Questa combinazione di fattori fa sì che gli aerei passino bassissimi sopra la spiaggia piena di gente. Durante i decolli invece, il getto dei motori arriva fino alla battigia spingendo gli oggetti in acqua.

Al solito un paio di video valgono più di mille parole. Questo è un tipico atterraggio (notare anche l'auto che sta passando proprio in quel momento):


Altro atterraggio, questo forse anche un pelo più basso (e c'è anche un sacco di gente):


Vogliamo andare un po' più sotto?


Questo è invece l'effetto della spinta dei motori al decollo:


Infine, un video con una serie di foto da cui si colgono altri particolari:


Prossima vacanza, tutti a Saint Maarten!

Goodbye Kai Tak, and thank you

Ormai tutti i miei amici sanno del mio desiderio di andare ad Hong Kong, una delle città più affascinanti del mondo (e prima o poi riuscirò a convincere qualcuno a venire con me, possibilmente donna e fidanzata: guardare il panorama di sera dal Victoria Peak con un uomo non sarebbe la stessa cosa). Quando ci andrò però, non potrò atterrare al mitico aeroporto Kai Tak.

Il Kai Tak è stato l'aeroporto di Hong Kong dal 1925 al 1998, quando è stato chiuso e sostituito dal nuovo Chek Lap Kok. E non era un aeroporto qualunque. E' famoso in tutto il mondo per la particolare procedura di atterraggio, difficile e pericolosa ma allo stesso tempo spettacolare. Infatti, l'aeroporto disponeva di un'unica pista costruita su una lingua di terra in mezzo al mare, e il metodo di approccio richiedeva una manovra molto complessa a causa dei palazzi e delle montagne che rendevano impossibile un avvicinamento diretto e lineare. Nei primi anni l'aeroporto si trovava alla periferia della città, ma, a causa del rapidissimo espandersi della zona residenziale, lo scalo venne a trovarsi circondato da palazzi. Questo complicò ancor di più le manovre di atterraggio.

Vediamo dunque in dettaglio come si svolgeva un atterraggio sulla pista 13. Gli aerei iniziavano la discesa in direzione nord-est, passando prima sopra la baia, e poi a quota molto bassa sulla zona densamente popolata di Western Kowloon. Questa parte della discesa era guidata da un IGS (Instrument Guidance System, un ILS modificato) installato nel 1974.

Una volta raggiunta una piccola collina su cui era stata costruita una gigantesca scacchiera rossa e bianca, detta checkerboard (utilizzata come riferimento visuale per la fase finale), il pilota doveva effettuare completamente in manuale una rapida virata a destra di 47° per allinearsi con la pista, e completare dopo pochi secondi l'atterraggio. Al momento della virata, l'aereo si trovava a meno di 4km dalla pista, ad un'altezza di meno di 300m, con il carrello già fuori e ad una velocità molto bassa. Questa manovra divenne famosa tra gli addetti ai lavori come "Hong Kong Turn" o "Checkerboard Turn". Non so se i piloti ricevessero un addestramento specifico prima di essere mandati a Hong Kong, ma credo proprio di sì.

Un'ulteriore complicazione era costituita dai venti, in quanto anche quando erano di direzione costante il loro angolo relativo variava durante la virata. La situazione peggiorava durante i frequenti tifoni, e le montagne presenti a nord-est causavano grandi variazioni sia dell'intensità che della direzione. Nonostante tutte queste difficoltà, questo approccio era quello usato più spesso; l'atterraggio diretto e lineare dal mare, a causa degli sconfinamenti in territorio cinese e dei venti sfavorevoli, era il meno utilizzato.

Negli anni, il traffico aumentò sempre più fino a non essere più gestibile, e il Kai Tak arrivò a essere il terzo aeroporto più trafficato al mondo. Questo convinse le autorità a progettare un nuovo aeroporto (anch'esso costruito su un'isola artificiale). Alla mezzanotte e due minuti del 6 luglio 1998 decollò l'ultimo volo, il Cathay Pacific CX251 diretto a London Heathrow. Poco dopo venne tenuto un breve discorso celebrativo nella torre di controllo, e alla fine l'ultimo controllore di volo spense le luci della pista, dicendo: "Goodbye Kai Tak, and thank you". Dopo 73 anni, il Kai Tak non esisteva più.

Mi rendo conto che la sola descrizione potrebbe non rendere bene l'idea di quanto particolare fosse questo aeroporto; fortunatamente, si trovano in rete centinaia di video, e ne ho fatta una piccola selezione.

In questo video è possibile vedere un atterraggio "quasi" normale. Quasi perché la virata è molto più stretta del solito, e notate dopo quanto poco tempo l'aereo tocca la pista.


Ma cosa succede quando i venti laterali sono abbastanza forti? Atterraggi come questo... La virata è troppo lunga e il pilota deve riallineare all'ultimo. Ma non è sufficiente, e l'aereo tocca terra fuori linea.


Un altro esempio ancora più estremo; la qualità video è scarsa ma rende l'idea. Notate il "colpo di coda" finale, e ricordate che si tratta di un 747!


E i nostri piloti come se la cavavano? Giudicate voi da questo atterraggio un po' "ruvido" di un volo Alitalia:


Anche il Concorde ha fatto la sua apparizione al Kai Tak. In questo video l'atterraggio è abbastanza normale, ma è impressionante la velocità di discesa. Notate anche l'effetto condensa sulle ali.


Finora abbiamo sempre visto gli aerei dall'esterno. Ma com'era l'atterraggio vissuto a bordo? Questo video ci porta in cabina, oltretutto in un giorno piovoso dalla pessima visibilità. Notate al minuto 1.15 la vista della checkerboard, e immediatamente dopo la virata a destra.


Si è detto di quanto gli aerei passassero a bassa quota sopra i palazzi del quartiere di Kowloon, ma è difficile capirlo vedendo solo le riprese dalle colline. Questo video, ripreso dalla strada, fa capire un po' meglio com'era la situazione (alzate il volume!):


Insomma, adesso forse potete capire perché il Kai Tak sia rimasto nel cuore di tanti appassionati di aviazione...

Fonti: Wikipedia (ita,eng), kaitakairport.blogspot.com, Aliditalia, How Many Roads, Airboyd.tv.