Felicità

"Happiness is only real when shared."
Christopher McCandless - Into the Wild

Arigatoo gozaimas

E' la frase che vi sentirete ripetere in continuazione, con quel tono cantilenante che dopo un po' vi suonerà familiare. Significa molte grazie. Sarete ringraziati continuamente e per ogni cosa. I giapponesi sono un popolo estremamente gentile, e a volte certe situazioni sfiorano l'imbarazzo per noi. Per il resto, capirete solo altre tre o quattro parole di quell'idioma incomprensibile.

Che dire, eccomi tornato da 13 intensi giorni in Giappone. 13 giorni vissuti in un cartone animato. Ho già la giapponesite...

Il viaggio è andato molto bene, organizzazione perfetta, nessun imprevisto. Unici problemi, le vesciche ai piedi e il caldo dei primi giorni. Sapevo bene che avrebbe fatto caldo, ma mi aspettavo un caldo simile al nostro. Invece, specialmente a Kyoto, c'è un'umidità pazzesca, insopportabile, e il cielo è sempre coperto, e questo crea una cappa soffocante. Certe sere, dopo essere stati in giro tutto il giorno, ci voleva una flebo...

Abbiamo fatto il tour classico, Kyoto, Hiroshima, Tokyo con qualche puntatina nei dintorni. Kyoto è più spirituale, più raccolta, più umana. Tokyo è sorprendente, immensa, esagerata, e bellissima di notte, con i suoi neon scintillanti. Vedere il tramonto dalla Tokyo Tower e poi la città accendersi velocemente sotto di noi è stata un'emozione incredibile.

Ero alla ricerca di alcune cose, e altre speravo di perderle. Cercavo il momento Blade Runner, il momento Lost in translation, e il peluche di Doraemon. Li ho trovati solo in parte... in compenso ci sono stati due terremoti, di cui il primo bello forte, a darci il benvenuto a Tokyo. Un'esperienza abbastanza angosciante...

Credo che farò un post per ogni giorno di viaggio. Per tutti quelli che mi hanno chiesto di raccontare l'esperienza, ma soprattutto per me, per non dimenticarmi i volti e i luoghi. E poi magari una serie di post su tutte le cose curiose (e ce ne sono tante!).

Sono tornato con circa 1200 scatti. Non li ho ancora visti neanche io, è troppo presto. La memoria si deve affievolire un po' prima. La selezione e pubblicazione richiederà mesi, ma questo già lo sapete. Nel frattempo pubblico l'unica foto già scaricata (perché fatta con il cellulare). Strani i giappi, eh? Mai mi sarei aspettato di vedere una Fiat in Giappone...

Finalmente si parte!

Ebbene si... si parte... due settimane in Giappone!! Finalmente, dopo anni che cerco di andarci, sono riuscito a convincere un amico (dopo aver spaccato i maroni a TUTTI) e in quattro e quattr'otto, dopo aver fatto i salti mortali per avere le ferie nello stesso periodo, dopo aver letto più roba possibile in giro, dopo aver vagliato decine e decine di recensioni di alberghi su Internet, abbiamo (anzi ho) prenotato tutto su Internet e domani si parte!! Stamattina hanno dato il passaporto al mio socio per cui nulla osta alla partenza (il paese delle banane in extremis ha prodotto il documento... alleluja).

Se mi chiedete cosa vado a fare in Giappone... posso dirvi che sono tremendamente affascinato dal loro modo di vivere, dalla loro cultura, da quel mix di antico e moderno che pervade la loro società. E ultimamente mi piace molto anche la loro cucina (che è molto più varia di quella che viene proposta qui).

Non è proprio tutto perfetto... Per problemi logistici vari stiamo solo 13 giorni (due o tre in più avrebbero fatto comodo), agosto non è proprio il periodo ideale (c'è un caldo umido da paura) e appena torno devo andare subito a lavorare. Ma insomma, va bene così.

Il programma prevede:

- 1 ora di pullman per Malpensa
- 2 ore di attesa
- 12 ore di volo senza scalo (mamma mia che angoscia)
- 1 ora di treno fino alla Tokyo Station
- circa 3 ore di treno superveloce Shinkansen fino a Kyoto (non vedo l'ora di provare questi mitici treni)
- 3 fermate di metropolitana
- stramazzare in albergo anche a causa del fuso orario (+7 ore); dopodiché....

- 5 giorni a Kyoto, con escursioni a Hiroshima, Nara e se riusciamo anche Miyajima e Himeji
- 7 giorni a Tokyo con escursioni a Nikko e Kamakura
- almeno due cene TOTALI a base di sushi (da fare un mutuo ma si vive una volta sola...)
- tutta la menata dell'andata ma per tornare a casa (molto più tristi)

Ah, e fino alla fine di agosto c'è anche un Gundam a grandezza naturale (18 metri!!) in un parco. Come si fa a resistere...

Sayonara!


Inventario (aggiornato)

Aereo: OK
Albergo 1: OK
Albergo 2: OK
Abbonamento treno: OK
Assicurazione viaggio: OK
Guida turistica: OK
Vocabolario: OK (grazie fratello)
Stampare info (cartine, pianta metro, orari, ecc.): OK
Lettura di più cose possibili: OK
Tagliare i capelli: OK
Medicine varie: OK
Adattatore presa corrente: OK
Vodafone Passport: OK
Ricarica telefonino: OK
Pulire sensore macchina fotografica: OK
Scheda memoria aggiuntiva: OK (SanDisk Ultra II 4Gb)
Minicavalletto: OK (Manfrotto 709B)
Passaporto 1: OK (Bollo 40€ OK e andatevene a fanculo)
Passaporto 2: non è pronto (AAAARRRRGGGGHHHH!!!!)

Manca la cosa più importante: OK!!!! (in effetti si, ne manca anche un'altra...)

Manca anche il passaggio a Malpensa... qualcuno si offre?

Voglia di mare

Sto per partire per un viaggio che desidero fare da anni, eppure... ho una voglia di vita di mare irresistibile.

Alzarsi tardi la mattina, colazione con cappuccio e brioche, andare in spiaggia, fare il bagno, farsi un po' di coccole, fare ancora il bagno, stare in spiaggia fino a tardi, poi si torna a casa, doccia, infighettarsi per uscire la sera, tutti belli abbronzati, divertirsi, tornare a notte fonda... e il giorno dopo si ricomincia...

Eeehhh... quanto mi manca...

Banane

Partenza il 4 agosto. Il mio socio non ha il passaporto.

Passaporto richiesto il 3 luglio. "Ci vorranno 20 giorni".

23 luglio. Il passaporto non è pronto. "Ci vorrà ancora una settimana buona. Venga venerdì 31 luglio". "E se non è pronto?" "Eh, vediamo come fare..."

Suggerisco al mio socio di giocare d'anticipo.

29 luglio. Ufficio passaporti di via Cordusio. Un'ora di coda. "Quando parte lei, il 4? Allora venga il 3 a prendere il passaporto allo sportello 7".

In tensione fino all'ultimo... i vantaggi di vivere in un paese delle banane.

Luce

Ultimamente sto cercando di imparare un po' la tecnica fotografica da studio; in sostanza, gli schemi di illuminazione che si usano in studio e quali luci usare e come usarle. E' molto affascinante, perché si ha il controllo totale sull'effetto che si vuole raggiungere. Ma anche difficile da imparare da solo.

All'ultimo Photoshow ho comprato un paio di libri, "La luce" e "Tecnica della luce fotografica" (li potete trovare qui). Abbastanza utili e fatti bene, anche se alla fine le cose migliori le ho trovate su un sito di un produttore di materiale da studio, Photoflex. Ci sono un sacco di tutorial che spiegano passo passo come posizionare le luci e soprattutto gli effetti che si ottengono man mano che si aggiungono o si spostano le sorgenti luminose. Veramente fatto benissimo e molto pratico.

Ho quindi pensato di comprare delle vere luci da studio ma la spesa non proprio contenuta mi ha fatto desistere. Ho ripiegato sulle classiche alogene da muratore, più un bel telo 3x3 nero come sfondo, e dei pannelli di plastica trasparente opaca con cui inventare una sorta di softbox.

Ma dove piazzare questo miniset dei poveri? Per fortuna il mio amico Angelo dispone di un capannone con un bel po' di spazio e si è gentilmente offerto di darmi asilo. Non solo, mi ha anche costruito il supporto in alluminio per i pannelli di plastica trasparente. Grazie Angelo!

A questo punto mancava solo la modella... e qui entra in gioco Beatrice che si è gentilmente prestata a questo esperimento. E che sorpresa! Una modella nata! Dopo qualche momento di imbarazzo, si è sciolta alla grande e la session è andata avanti da sola... E il softbox improvvisato ha funzionato benissimo!

Il risultato lo vedete nelle foto, e direi che è andato oltre le mie aspettative. Sono davvero soddisfatto, come primo esperimento veramente non c'è male (merito della modella ovviamente).

Il resto delle foto è qui: http://donnifoto.zenfolio.com/beatrice

Se qualcun'altra vuole qualche foto, si faccia viva... ho ancora un sacco di esperimenti da fare... Però dovete avere pazienza :-)


Record

Ieri ho messo per la prima volta la maglietta nuova della Billabong. Comprata a giugno. Dell'anno scorso.

Oggi ho tolto il cellophane all'ultimo libro che ho comprato. Neanche un mese fa.

Entrambi sono dei record.

E' facile...

E' facile smettere di fumare se sai come farlo. Ebbene sì, ho letto anche io questo libro ormai famoso (l'autore è Allen Carr) spinto dalla curiosità per il fatto che ben quattro persone (che non si conoscono tra loro) mi hanno detto di aver smesso di fumare dopo averlo letto. Per cui ho pensato: chi lo ha scritto è un genio. Un collega (che ha smesso) me lo ha prestato (grazie Carletto) e ho pensato bene di leggerlo nei miei ultimamente frequenti viaggi in metropolitana.

E' un libricino di neanche 200 pagine in cui l'autore, che è stato per decenni un fumatore accanito (alla fine era arrivato a 100 sigarette al giorno, pazzesco) cerca, con calma e a piccoli passi, di effettuare quello che lui chiama il de-lavaggio del cervello. E' scritto bene, con capitoli molto brevi, e si legge in fretta; è molto ripetitivo ma questo è insito nello scopo che vuole raggiungere, e cioè fare in modo che chi lo legge si autoconvinca davvero dell'inutilità del fumare. Capitolo dopo capitolo vengono smontate tutte le credenze tipiche dei fumatori. L'approccio in effetti è molto psicologico e non è male, perché è impossibile convincere un fumatore a smettere se questo non è convinto di suo (come ho potuto sperimentare io stesso). L'autore cerca di farlo in maniera molto leggera ma in modo costante e inesorabile di modo che il lettore pian piano si convinca.

La domanda che adesso tutti vi state facendo è: con te ha funzionato?

Ebbene, la risposta è: io non ho mai fumato in vita mia.

La nuova domanda che adesso tutti vi state facendo è: e quindi che cavolo lo hai letto a fare? Hai tempo da perdere?

Per due motivi. Il primo, è che sono molto affascinato dalla natura psicologica del fumatore. Affascinato nel senso di curioso nel capire certi schemi mentali tipici del fumatore. In realtà, personalmente non ho una grande opinione di questa categoria, anzi... mi stanno abbastanza sulle balle e un po' li disprezzo. Credo infatti come tutti (fumatori compresi) che fumare sia una delle cose più stupide che un essere umano possa fare. In questo devo dire che il libro è stato poco utile. Non si può capire come ragiona un fumatore senza essere un fumatore. Per cui non lo saprò mai. Poco male.

Il secondo motivo (che poi è collegato al primo) è che speravo di aiutare una persona a cui voglio molto bene a smettere. Ma leggendo il libro ho capito che non si può. Deve essere una decisione autonoma. Oltretutto il mio approccio non era per niente giusto, ma ho capito che non c'è un approccio giusto, sono tutti sbagliati se non c'è la volontà di smettere.

In ogni caso è stato utile, perché leggendolo ho provato ad applicare i suoi principi a situazioni un po' più generali del caso specifico del fumare. E ho capito che in fondo non è difficile trovare la forza, per esempio, di abbandonare cattive abitudini (o cattive compagnie) se si capisce che in realtà queste non ci portano nulla.

In ogni caso, non so se può funzionare con tutti ma comunque vi consiglio di leggerlo (solo se fumate, non credo ci siano altri come me), male che vada dopo starete come prima.

Seconda chance

"Triste, vero dottore? I maschi come noi, uomini di mezza età, che hanno permesso al lavoro di consumare la loro vita. L'unico momento in cui tocchiamo gli altri è quando portiamo i guanti in lattice. Un giorno ci svegliamo e ci accorgiamo che per 50 anni non abbiamo vissuto. Ma poi ad un tratto ci capita una seconda chance. Si presenta una donna giovane e bella, una per cui proviamo qualcosa. Ci offre una vita insieme a lei. Ma abbiamo una grande decisione da prendere. Perchè dobbiamo rischiare tutto quello per cui abbiamo lavorato per averla. Io non ce l'ho fatta, ma lei sì. Lei ha rischiato tutto. E le ha mostrato una vita stupenda, vero? Ma poi se l'è ripresa e l'ha data a qualcun altro, e lei si è sentito perso. Così le ha preso la vita. Li ha uccisi entrambi e ora non ha niente."
Gil Grissom - CSI ("Butterflied", stagione 4, episodio 12)

Sport | Wakeboard

La roadmap della pubblicazione delle foto è un po' cambiata (roadmap? Non starai esagerando??). E allora per non far passare troppo tempo ecco un'altra galleria di foto sportive (sempre a tema acquatico).

Ancora all'onda di Turbigo (vedi post precedente), questo ragazzo ha avuto un'idea geniale: ha attaccato una fune alla diga, e si è messo a fare wakeboard!

Un grande...

La galleria completa è qui: http://donnifoto.zenfolio.com/wakeboard


Balle...

... di fieno.



E una foto della vacanza a Sharm:


(aggiunte all'album Luoghi)

CVDM

Conoscete il sito CVDM - Che Vita Di Merda? Beh, da quando l'ho scoperto, non posso fare a meno di leggerlo tutti i giorni. Di cosa parla? Semplice, post brevissimi (massimo due o tre righe) in cui vengono raccontate figure di merda colossali o sfighe cosmiche. Tutti i messaggi devono finire con CVDM.

Bene, oggi vi racconto la mia (anche se ovviamente nel mio stile non saranno due o tre righe).

Andiamo al fiume a prendere il sole. Io, un mio amico e sua moglie. Arriviamo e ci piazziamo. Ci guardiamo intorno. A circa una trentina di metri ci sono quattro ragazze, straniere, tipo brasiliane. Una non si guardava, ma le altre tre non erano male. Micro-bikini (meno ancora di un perizoma), culi da paura e una addirittura in topless. Io e il mio amico ci lanciamo sguardi compiacenti e commentiamo. "Oh ma hai visto il culo di quella?" "Eh si..." La moglie... potete immaginare.

Dopo un po' si rivestono e fanno per andare via. E devono passare davanti a dove siamo noi. Io e il mio amico ci prepariamo allo spettacolo in prima fila. Arrivano... Si avvicinano... Ma... Ma...

ERANO QUATTRO TRANS DO BRASIL !!!

Io e il mio amico con l'occhio a palla allucinato... e sua moglie che rideva e ci prendeva per il culo!!

CVDM

Molto (semplice | complicato)

Spesso mi faccio questo quesito esistenziale: ma le cose sono semplici o complicate?

Ho cominciato a chiedermelo quando ho iniziato a farmi una cultura finanziaria. Leggendo i vari articoli, sentendo le varie dichiarazioni dei guru della Borsa, a volte sembra che tutto sia molto semplice: è successo questo, è ovvio che poi succedesse quest'altro. Si riprende l'economia, ovvio che il petrolio sale. I tassi scendono a zero, era ovvio che gli investitori sarebbero rientrati sull'azionario. C'è stato il terremoto in (dove volete voi), ovvio che la borsa sia scesa. E via di questo passo.

Sembra tutto ovvio, dopo. In realtà tutto è terribilmente complicato. L'economia è formata da milioni di soggetti, milioni di transazioni, e i prezzi si formano in base a mille parametri. Mille e mille rivoli che alla fine vanno da qualche parte. Se si riesce a guardarli dall'alto magari possono sembrare semplici. Oppure siamo noi a semplificare il modello.

Mi viene anche da fare un paragone con l'amore (paragone ardito, lo so). Per alcune persone è tutto molto semplice. Si trovano, si piacciono, si sposano, fanno figli, si amano. Ne conosco poche, ma ci sono ancora. Per altre invece (quasi tutte le altre) è tutto molto complicato. Mille casini, mille problemi, mille ostacoli, mille sofferenze, mai contenti, mai soddisfatti.

Per cui alla fine, le cose sono semplici o complicate? O siamo noi che le vediamo così? O siamo noi che le rendiamo così?

Mi sa che la risposta a questa domanda è semplice e complicata allo stesso tempo.

:-)

Progresso

Vi siete mai chiesti perché alcune cose nel 2009 sono ancora così difficili informaticamente parlando? Per es. stampare rimane una delle cose più complicate, se non siete nella vostra rete solita. E poi prendere un file HTML e editarlo dentro Word.

In questi giorni dovevo scrivere un documento partendo da un report generato in automatico, e disponibile in vari formati, tra cui gli unici usabili sono HTML e PDF.

Ho fatto i seguenti tentativi:
- importazione diretta dell'HTML in Word. Fallito, troppo codice Javascript, Word non lo apre neanche.

- copia incolla dal browser a Word. Fallito, si incasina tutta la formattazione.

- ho provato a ripulire il file dal Javascript, ma l'ho sputtanato.

- ho provato anche a usare i formati CSV, XML e MHT. Inutilizzabili.

- sono passato al PDF. Copia e incolla da Acrobat. Niente da fare, si perde tutta la formattazione.

- ho trovato un programmino che trasforma il PDF in DOC. Solo che il DOC che ne esce è talmente infarcito di textbox, tabelle e altre schifezze che di fatto è inutilizzabile

- ho trovato un altro programmino che trasforma il PDF in DOC. Questa volta il DOC che ne esce è infarcito di tabelle e altre schifezze ma è quasi utilizzabile
Decido allora di editare questo e dopo un 3 ore di bestemmie prendo e lo incollo dentro al mio documento. Solo che questo è in formato Letter perché il PDF di partenza era così. Per cui mi sputtana tutta la formattazione anche del resto del mio documento che è in A4. Provo a forzarlo in A4 ma Word non me lo fa fare dicendo che i margini escono dalla pagina. Ogni 3 righe cambiano per cui... Grazie.

Allora riparto dal PDF originale, e uso PDFCreator per ristamparlo in A4. Poi lo riconverto in DOC e lo riedito per altre 3 ore. Alla fine lo rificco nel mio documento e passo altre 3 ore a sistemare la formattazione, i ritorni a capo, ecc. Ah, e intanto la maggior parte degli elementi grafici si sono spostati a cazzo e rimetterli a posto è impossibile...

Vediamo se nel 2019 questa cosa sarà risolta... nel frattempo andatevene un po' a fanculo...